Presentata a Roma la squadra azzurra che dal 30 novembre al 7 dicembre farà il suo debutto assoluto nella rassegna iridata. Italia nel Gruppo B con Messico, Polonia e Georgia

Nazionale amputati

È stata presentata stamattina a Roma, nella Sala Giunta del Comitato Italiano Paralimpico, la Nazionale Calcio Amputati Csi che dal 30 novembre al 7 dicembre prenderà parte per la prima volta ai Mondiali di Calcio per Amputati, organizzati in Messico (a Culiacan) dalla World Amputee Football Federation. Alla rassegna iridata, che prevede partite di calcio a 7 da due tempi di 25’ ciascuno, parteciperanno 23 squadre; l’Italia è inserita nel Gruppo B con Messico, Polonia e Georgia.

Sono 12 i convocati azzurri per il Messico dal ct Renzo Vergnani: Daniel Priami, Riccardo Tondi, Luca Zavatti, Arturo Mariani, Gianni Sasso, Emanuele Padoan, Francesco Messori, Salvatore La Manna, Emanuele Leone, Stefano Starvaggi, Paolo Capasso, Salvatore Iudica. Oltre a loro volerà in Messico anche un arbitro del Csi, Marco Moreni. Gli azzurri scenderanno in campo il 30 novembre contro il Messico, l’1 dicembre contro la Georgia e il 2 dicembre contro la Polonia.

La Nazionale Calcio Amputati Csi (primo ente di promozione sportiva riconosciuto dal Comitato Italiano Paralimpico) ha due anni di vita e nasce dalla ferma volontà del giovane reggiano Francesco Messori: nato senza una gamba, s’è attivato tramite i social network per reperire altri che come lui, nonostante questo tipo di disabilità, non volevano rinunciare al gioco del calcio. Così ha reclutato, con il sostegno del Csi, un gruppo di circa 20 giocatori che, per un incidente o problemi congeniti, sono privi di un arto inferiore (a eccezione del portiere, amputato ad uno degli arti superiori, così come da regolamento avviene per tutte le Nazionali Amputati).

Nel 2011 il presidente del Csi Massimo Achini ha invitato Messori al meeting nazionale di Assisi per permettere a lui e ad altri come lui di realizzare i loro sogni. Il debutto della Nazionale diventa realtà l’8 dicembre 2012, con un primo allenamento proprio ad Assisi. L’esordio ufficiale in campo internazionale invece avviene il 27 aprile 2013 ad Annecy, contro la Francia.

Due mesi fa la squadra ha preso parte a Varsavia all’Amp Football Cup, uno dei più importanti tornei internazionali per questa categoria, chiudendo al quinto posto. Finora, a un anno e mezzo dal debutto internazionale, sono state sei le partite giocate dagli azzurri, con due vittorie e quattro sconfitte. Il 7 giugno scorso la squadra ha vissuto la grande emozione di essere ricevuta da papa Francesco in occasione della giornata in Piazza San Pietro che ha celebrato i 70 anni del Csi.

Le dichiarazioni

Alla presentazione sono intervenuti il presidente del Csi Massimo Achini, il presidente del Cip Luca Pancalli, il presidente Nazionale Calcio Amputati Csi e tecnico della Nazionale Renzo Vergnani, oltre al segretario generale del Cip Marco Giunio De Sanctis, alla responsabile Nazionale Attività Disabili del Csi Anna Maria Manara e ad alcuni giocatori della Nazionale. Ecco alcune dichiarazioni.

Massimo Achini: «Quella del Csi è una nazionale decisamente “in gamba”. In 70 anni di storia nel Csi sono cresciuti tantissimi campioni, ma non abbiamo mai avuto una Nazionale che partecipasse a un Mondiale. Siamo orgogliosi di questi ragazzi che hanno già vinto prima di scendere in campo perché testimoniano come lo sport possa aiutare ad affrontare le fatiche della vita. Voglio ringraziare il presidente del Cip Luca Pancalli per averci permesso di realizzare questa utopia e per essere stato vicino a Francesco Messori che ha avuto questa geniale idea. In meno di tre anni abbiamo aperto i nostri campionati tradizionali a chi gioca con le stampelle, abbiamo “messo insieme” la Nazionale e ora partecipiamo al Mondiale. Da tempo abbiamo imparato a sognare e questa ne è una concreta testimonianza».

Luca Pancalli: «È per me un orgoglio poter salutare questo straordinario gruppo di ragazzi alla vigilia di un appuntamento così prestigioso, il primo, probabilmente, di una lunga serie di eventi internazionali cui prenderanno parte, indossando quella Maglia Azzurra della quale devono essere fieri. In pochissimi anni questa disciplina si è ritagliata uno spazio rilevante nella pratica sportiva delle persone disabili e sono certo che la crescita non si fermerà qui, perché sul volto di questi ragazzi e dei tecnici che li guidano vedo quel fuoco dettato dalla passione per uno sport che, anche in questo caso, non ammette limiti né confini. Ringrazio Massimo Achini e il Csi per aver creduto in questo progetto, sostenendolo sin dai suoi primi passi. Il resto lo hanno fatto l’entusiasmo di talenti come Francesco Messori, un ragazzo giovanissimo, ma già capace di trascinare i suoi compagni di squadra e di rappresentarli con la fascia di capitano. Sono certo che sapranno farsi onore, pur dovendo confrontarsi con squadre agguerrite, ma so già che, come si dice in gergo, venderanno cara la pelle, con l’augurio che questa prima rassegna iridata rappresenti il definitivo trampolino di lancio per uno sport davvero aperto a tutti».

Renzo Vergnani: «Rappresentare l’Italia in un Mondiale è sempre un onore, per giunta questo si giocherà in Messico, come quello indimenticabile del 1970. Cambiano i tempi, ma non le emozioni, e questa è una squadra che ne dà tante. Sono un ct particolare: all’apparenza i miei giocatori hanno qualcosa in meno, in realtà so di poter disporre di ragazzi che hanno molte cose in più: carattere, cuore, anima, grinta e come si suol dire hanno “gamba”. Una sola, ma con una forza straordinaria».

Daniel Priami, portiere della Nazionale: «Giocavo in serie D fino al 2006, nel Cecina, ma proprio a causa di uno scontro di gioco mi sono procurato la frattura a un braccio che, complicandosi, ne ha causato l’amputazione. La Nazionale Calcio Amputati Csi mi ha permesso di poter continuare a vivere la mia passione per questo sport nello stesso ruolo di prima. Andare in Messico, per me e per tutti i miei compagni, è un sogno che si realizza, quello di giocare un Mondiale con la maglia Azzurra. Obiettivo? Il sogno è di arrivare fino in fondo, la promessa è quella di dare tutto».

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