In uno scenario fatto di luci e ombre, spicca un trend inaspettatamente positivo: l’80% degli italiani è entrato in contatto con uno sport di qualunque tipo

Gli italiani e lo sport

Studio Ghiretti, società di consulenza in marketing e comunicazione sportiva, ed Errepi Comunicazione, agenzia specializzata nel settore della comunicazione sociale, culturale e scientifica, in collaborazione con l’Istituto di ricerca Ixè, hanno presentato oggi, presso la Sala d’Onore del Coni, a Roma, la ricerca «Gli italiani, lo sport e i valori sociali», che indaga il fenomeno della pratica sportiva nel Bel Paese e approfondisce il ruolo dello sport come fattore di sviluppo sociale e civile.

L’indagine, organizzata in collaborazione con Unindustria Lazio, con il patrocinio di Coni, Cip, Csi, Regione Lazio, Assessorato qualità della vita, sport e benessere di Roma Capitale e Gruppo Sportivo Fiamme Gialle, ha evidenziato alcuni trend insospettabilmente positivi. Se da un lato ha confermato i dati già evidenziati con allarme da altri autorevoli studi (che vedono l’Italia tra le nazioni più pigre al mondo con circa 24 milioni di sedentari) allo stesso tempo ha mostrato come ben l’80% degli italiani è entrato in contatto (nel presente e in passato) con uno sport di qualunque tipo. Questo, unito alla percentuale di persone che praticano lo sport con continuità (il 38% del totale), accende una timida, ma ottimistica luce in fondo al tunnel.

Ampio spazio nella ricerca è stato dato inoltre all’aspetto valoriale dello sport, al suo riconosciuto ruolo formativo, sociale e culturale: dalla ricerca si evince che gli italiani attribuiscono alla pratica sportiva (e, indirettamente agli enti che la promuovono) una mission di miglioramento della qualità della vita (39%). Lo sport è poi visto come occasione e contesto ideale per testare e superare i limiti individuali, dove i progressi tecnologici o farmacologici illeciti sono condannati con fermezza perché alterano la scala meritocratica. Lo sport persiste tra le poche attività degli italiani in cui parità e giustizia sono ancora considerati principi indiscutibili.

Alcuni interessanti risultati riguardano le imprese sponsor dello sport, che sempre più spesso comprendono la pratica sportiva nell’ambito degli investimenti in Csr (responsabilità sociale d’impresa): il 31% delle aziende impegnate dichiara di investire nella pratica sportiva, e predilige interventi legati al territorio.

In sintesi, appare chiaro che lo sport, sia fruito come spettacolo che praticato come disciplina, risulta un’attività pervasiva nella quotidianità degli italiani, ma perché possa rinnovarsi nel suo ruolo di miglioramento della vita della popolazione, necessita di tutela sociale, di attenzioni pubbliche e di investimenti lungimiranti.

Le dichiarazioni

Giovanni Malagò, presidente del Coni: «Oggi più che mai parlare di pratica sportiva per il Coni è imprescindibile. Se non affrontiamo subito questo tema rischiamo di non avere più un Coni in futuro. Anche le eccellenze sportive, che pure oggi ci sono, dimostrano che potremmo fare molto di più se ci impegnassimo ad investire sulla base. Discorso diverso per la pratica nelle età avanzate, in costante crescita, segno che la società sta cambiando e, causa anche la congiuntura economica e l’aumento della aspettativa di vita, dagli Over 35 in su, c’è più tempo e più voglia di sport».

Giampaolo Letta, vicepresidente Unindustria: «Unindustria ha deciso di sostenere l’agenda del presidente Malagò e di chiunque lavori per diffondere la pratica sportiva perché anche lo sport diventi parte significativa dell’industria italiana. Come insegna questa ricerca, lo sport è in grado, inoltre, di insegnare valori che avrebbero una straordinaria applicazione in ambito produttivo: meritocrazia, superamento dei limiti e rispetto delle regole».

Alberto Miglietta, amministratore delegato Coni Servizi Spa: «Dobbiamo lavorare sugli impianti perché siano aperti per facilitare la pratica sportiva. Coni Servizi c’è ed è al fianco delle amministrazioni pubbliche che intendono sviluppare vere politiche sportive. È grazie a questo tipo di ricerche che possiamo operare su una base scientifica per analizzare la società e, soprattutto, avere le giuste conoscenze per agire in funzione reattiva».

Roberto Ghiretti, presidente dello Studio Ghiretti: «Questa ricerca per noi è un modo di dimostrare quanto crediamo nella responsabilità sociale dello sport e speriamo possa diventare uno strumento utile e concreto a migliorare e crescere. La società sportiva deve diventare una moderna azienda sociale, una sfida difficile ma che si può vincere. C’è un versetto di Isaia, ripreso anche da Francesco Guccini, che rispecchia l’attuale situazione del mondo sportivo. Isaia chiede: “Sentinella, quando finisce la notte? Dimmi, quanto manca all’alba?”. La sentinella risponde: “Arriva l’alba, ma presto anche la notte. Se volete fare altre domande, tornate di nuovo”. Facciamo, vinciamo e costruiamo. La sfida passa dallo sport ed è una sfida che insieme possiamo vincere».

Roberto Orsi, presidente Errepi Comunicazione e Direttore dell’Osservatorio Socialis: «L’indagine ci conferma che lo sport è uno straordinario veicolo di valori positivi: aggregazione, rispetto, sfida a raggiungere risultati concreti, organizzazione, condivisione, passione e solidarietà. Un lavoro importante, che consideriamo il primo tassello di un programma: da qui partiremo per proporre a istituzioni, università, aziende e non profit di collaborare alla realizzazione di un percorso di analisi e promozione delle iniziative dello sport nel sociale intese come volano di un Paese migliore». 

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