Bella proposta del quotidiano “Tuttosport”: una vera e propria lezione
di educazione civica legata ai valori della lealtà e della convivenza

di Leo GABBI

bambini allo stadio

Mai come stavolta, usando un giro di parole, il riscatto del nostro calcio potrebbe essere dietro a una curva. La curva non è però quella di una strada accidentata, ma di uno spazio fisico che nel calcio a volte è stato sinonimo delle peggiori nefandezze, mentre un tempo, da noi come all’estero, era solo la casa del tifo più caldo. Con il discusso ma necessario giro di vite legato a violenze verbali a sfondo razziale (e non) a cura degli ultrà, la chiusura di molte curve è diventato un fatto quasi ineluttabile. Ma una curva chiusa è una sconfitta per tutti. Così a qualcuno, in prima battuta al quotidiano “Tuttosport”, seguito da molti altri, è venuta un’idea rivoluzionaria nella sua semplicità: nelle partite a curve chiuse, riapriamole immediatamente e facciamoci accedere soltanto bambini, capaci di incarnare il vero senso dello sport e spendendo l’intera giornata, negli spazi pre e post partita, in una vera e propria lezione di educazione civica legata ai valori della lealtà e della convivenza.

La Juventus ha subito fatto propria l’iniziativa, ma anche dal Viminale e dalle massime autorità del nostro calcio (al di là di qualche ostacolo burocratico, sicuramente superabile) c’è stato un via libera convinto. Il timore della Figc è forse quello di creare un precedente, fattore che invece va visto come positivo, a patto che non si arrivi all’assurdo, cioè scatenare cori per poi riempire la curva di teenagers, ma questo francamente ci pare fantacalcio. I ragazzini delle scuole calcio sarebbero accompagnati, nessuno si potrebbe infiltrare in curve che restano chiuse. Un modo per cercare di attaccare “dal di dentro” il fenomeno, di far capire che di per sé non esistono curve “buone o cattive”, ma dipende da chi le riempie: l’entusiasmo di tanti bambini innamorati di un’idea del calcio libera da veleni e tensioni, potrebbe diventare il miglior spot per un campionato costretto ormai alle corde dalle violenze domenicali.

E a proposito, il vicepremier Angelino Alfano, nella sua recente visita alla Lega Calcio, ha insistito su due punti: linea dura contro i violenti e costruzione o ammodernamento degli stadi. Alfano ha ricordato come negli ultimi mesi «è stata operata una bonifica: i violenti e criminali non sono autorizzati a entrare negli stadi. Ora dobbiamo lanciare la fase due, cioè l’ammodernamento degli stadi e la costruzione di nuovi impianti dove trascorrere una giornata in famiglia, idonei anche ad ospitare manifestazioni culturali e di altro genere». Belle parole, lo attendiamo al varco in attesa di fatti concreti.

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