Li ha elencati don Alessio Albertini all’Assemblea provinciale ordinaria

di Filippo BISLERI

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All’Assemblea provinciale ordinaria del Comitato Csi di Varese, svoltasi sabato 16 a Villa Cagnola di Gazzada Schianno, non hanno voluto mancare il presidente regionale Giuseppe Valori e il presidente provinciale del Coni Fausto Origlio. Entrambi hanno fatto i complimenti al presidente provinciale del Csi Varese, Redento Colletto, per i 16.232 tesserati e le 223 società affilate al Comitato. «Il nostro Comitato – ha ricordato Colletto ai numerosi presenti – gode di buona salute e ha saputo raccogliere tutte le sfide proposte dalla presidenza nazionale, come la crescita del 10% o di una disciplina sportiva, e ha qualificato sempre più i propri dirigenti, contando oggi su Ferdinando Rimoldi vicepresidente regionale e Laura Tonetti alla guida della commissione regionale per la ginnastica artistica, oltre a Moreno Gussoni nella struttura che cura l’informazione a livello regionale».
Dati positivi sono emersi anche da Ferdinando Rimoldi per l’andamento sportivo e da Mimmo Serino, che ha ricordato l’importanza del Centro Studi e la collaborazione garantita da Loredana Contini per la Formazione. Non ha però dimenticato, Serino, di notare le troppe assenze alla presentazione del volume formativo sul calcio.
Colletto ha anche ricordato che il Csi Varese offre ora la possibilità di praticare l’atletica, il golf su pista grazie a una società di Vergiate e il calciobalilla, e sta potenziando l’attività per disabili anche grazie alla Virtus Solbiate, che sta portando avanti un progetto di pratica del tennistavolo da parte dei diversamente abili. Un grazie ai dirigenti è arrivato anche da don Giuseppe Bai, consulente ecclesiastico del Comitato provinciale, in procinto di trasferirsi a Cairate al fianco del consulente regionale don Basilio Mascetti. Il presidente regionale Valori, poi, ha sottolineato come il cammino del Csi Varese dimostri a chiare lettere «che il titolo dell’Assemblea “Educare Csi può?” possa sostituire il punto interrogativo con un bel punto esclamativo».
Atteso da tutti l’intervento di don Alessio Albertini, segretario della Commissione Sport della Diocesi di Milano. Don Albertini è partito dalla domanda di sport dei ragazzi: «Ogni volta che un ragazzo viene da noi per giocare, chiede prima di tutto di essere aiutato a diventare grande. A noi sta scoprire la perla preziosa che il ragazzo racchiude, per farla risplendere. Voi dirigenti avete una mission particolare racchiusa in due verbi: dirigere e comandare. Dirigere nel senso di saper dare la direzione verso la meta proposta e comandare nel senso di sapere come raggiungere la meta». Don Albertini ha invitato a non dare per scontato che lo sport sia in grado di educare: «Lo sport, prima di essere educativo, chiede di rispondere a una domanda ben esplicata dal filosofo Ermanno Bencivenga: “Quale vita per te è apprezzabile e merita di essere vissuta?”. Data una risposta a questa domanda allora siamo nello sport educativo».
Per aiutare il cammino dei dirigenti, don Albertini ha elencato i “sette nani dello sport educativo”: Giocalo (imparare a giocare), Ascoltalo (dare ascolto al corpo), Stringilo (relazionarsi all’avversario), Regolalo (rispettare le regole), Differenzialo (capacità di fantasia), Impegnalo (vincere ma non a tutti i costi) e Condividilo (saper fare squadra). «Allo sport – ha concluso – servono meno brutte parole e più belle parole perché, se ci pensiamo bene, uno sport che vuole eliminare il doping deve eliminare brutte parole come le bestemmie e i brutti gesti che sono altre forme di doping».

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