Sono la Simply Paolucci per la categoria Junior e la Meridiana per la categoria Young. La quarta edizione del torneo ha coinvolto oltre 28 mila ragazzi in tutta Italia

Gazzetta Cup 2012

Sono la Simply Paolucci per la categoria Junior e la Meridiana per la categoria Young le squadre vincitrici dell’edizione 2012 di Gazzetta Cup, il torneo di calcio giovanile organizzato da La Gazzetta dello Sport in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano, che ha visto coinvolti 28 mila ragazzi da Nord a Sud per arrivare a vivere il sogno della finale allo Stadio San Siro di Milano.

Per la categoria Young un gol di Alessio Musumeci ha consentito alla Meridiana, società di Catania, di battere 1-0 la Mariano Keller di Napoli, al termine di una gara avvincente e combattuta. La finale per il terzo e il quarto posto ha visto la FC Neugries di Bolzano prevalere 2-1 sulla Thermal Teolo della provincia di Padova (i gol della vittoria sono stati segnati da Daniele Balzamà e Manuel Peverotto).

Il podio della categoria Junior è invece scaturito da un girone all’italiana ed è risultato così composto: 1° Simply Paolucci, 2° Acs Millenium, 3° Calcio Azzurri.

A premiare le squadre vincitrici, sulle note dell’inno di Mameli e con grande emozione di tutti i presenti, è stato Franco Baresi, capitano del Milan di Sacchi e Capello che ha vinto tutto in Italia e nel mondo. Ospite d’eccezione della finale è stato il piccolo reporter Stefano Rocca, alunno della prima B dell’Istituto San Francesco di Rivoli, vincitore del percorso educativo dedicato al giornalismo. Il giornalista in erba, emozionatissimo e con penna e taccuino ha seguito con attenzione tutte le gare della giornata, prendendo nota di tutto quello che succedeva sui campi di gioco.

«Sono 4 anni che la nostra testata crede fortemente in questo progetto perché lo riteniamo veramente vincente – ha dichiarato Fabio Napoli, direttore marketing della Gazzetta dello Sport -. Coinvolgere, far divertire e far sognare 28 mila ragazzi è sempre una grande soddisfazione. È stato anche molto gratificante vedere la gioia e l’emozione sui volti dei piccoli sportivi nel solcare il campo di San Siro, lo stadio che oggi ha ospitato la finale nazionale di Gazzetta Cup, a dimostrazione che lo sport è uno strumento di aggregazione spontanea e capace di trasmettere forti emozioni con semplici gesti. Ringrazio i partner che ci hanno sostenuto e hanno reso possibile questo progetto anche nel 2012: il CSi e i suoi comitati locali, Mi-Stadio, Legea e Cardiac Science. Sul sito www.gazzettacup.it saranno disponibili a breve le foto e i video dell’edizione appena trascorsa. Ci vediamo nel 2013!».

«Gazzetta Cup, che ha ospitato un gran numero di squadre provenienti dal mondo degli oratori, è una bellissima realtà che dimostra l’importanza di praticare sport nei luoghi di aggregazione vicini alle parrocchie – ha sottolineato Massimo Achini, presidente del Centro Sportivo Italiano -. Proprio per questo motivo, in occasione della nostra recente assemblea elettiva, ho lanciato l’ambiziosa sfida di creare un gruppo sportivo in ognuna delle 26 mila parrocchie del nostro Paese, con l’obiettivo di mettere ancora di più lo sport al servizio della formazione dei nostri giovani».

A dimostrazione della volontà della Gazzetta dello Sport e del Centro Sportivo Italiano di sensibilizzare i più giovani allo sport come volano di integrazione e solidarietà, è stata disputata una partita tra una rappresentativa di ragazzi provenienti da Mirandola, paese colpito dal terremoto in Emilia Romagna, guidata da Francesco Messori, 13enne reggiano nato senza una gamba e grande appassionato di calcio, e la squadra dell’oratorio milanese Orpas. I ragazzi sono scesi in campo con uno striscione che ha invitato tutti i presenti a contribuire con un sms da inviare al 45500 per dare un aiuto alle popolazioni delle zone colpite dal terremoto.

Tutte le 20 squadre partecipanti al torneo, insieme ai loro dirigenti, hanno avuto anche la possibilità di effettuare il tour guidato di San Siro, consentendo loro di ammirare non solo la maestosità dello stadio, ma anche di varcare i mitici spogliatoi dei campioni di Milan ed Inter.

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