Arosio

Stamattina è morto mons. Giuseppe Arosio, Protonotario Apostolico dal 2000, Canonico onorario con funzione presbiterale dal 1987, poi emerito, del Capitolo maggiore della Basilica Metropolitana di Milano. Dal 1984 al 2001 è stato responsabile dell’Ufficio per le nuove chiese della Curia Arcivescovile e anche membro della Commissione per l’arte sacra e i beni culturali (dal 1993 al 2009), presidente del Comitato per le nuove chiese (dal 1997 al 2000), poi consulente della Commissione per le nuove chiese e le strutture religiose del territorio (dal 2001 al 2007). Nato a Monza l’11 novembre 1925 e ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 22 maggio 1948, è stato vicario parrocchiale dal 1948 al 1951 a Gorla Minore, dal 1951 al 1959 a Monza – S. Biagio, dal 1959 al 1961 a Monza – S. Rocco. Dal 1961 al 1984 è stato parroco a Monza – S. Giuseppe. Dal 1984 al 2004 era residente a Milano – S. Babila e dal 2004 a Monza – Sacra Famiglia. Dal 1987 cappellano dell’Associazione nazionale combattenti e reduci.

Lettera dell’Arcivescovo ai fedeli
della parrocchia S. Giovanni Battista di Monza

Carissimi fedeli, sono vicino al vostro cordoglio per la scomparsa di Mons. Giuseppe Arosio e mi unisco a tutti voi nell’elevare la preghiera cristiana di suffragio. Il ministero di don Peppino è strettamente legato al territorio di Monza. Dopo i primi incarichi nelle parrocchie S. Biagio e S. Rocco, nel 1961 assunse la responsabilità della comunità di San Giuseppe, seguendo con competenza e passione la costruzione della chiesa parrocchiale. Questa passione venne notata dal Cardinale Carlo Maria Martini che gli offrì l’Ufficio per le Nuove Chiese che resse dal 1984 al 2001. Il Piano Montini per l’edificazione di nuovi luoghi di culto permise a don Peppino di mettere a frutto la sua passione per l’arte e per la liturgia. Si teneva sempre aggiornato per conoscere la realtà delle altre Chiese, seguiva personalmente i cantieri riuscendo a infondere in tutti quell’entusiasmo che permette di affrontare ogni ostacolo nella profonda convinzione che si stia lavorando per un compito, per una missione più alta. Fino a quando gli fu possibile don Peppino spese la sua competenza e la sua passione per le chiese che aveva iniziato e qui è opportuno ricordare la sua ultima realizzazione, la chiesa dell’Ospedale di Monza. Proprio nel Duomo, un luogo ricco di storia e di arte che testimonia il profondo legame fra questo sacerdote e la città in cui era nato, salutiamo don Peppino e lo ringraziamo per quanto ha donato alla nostra Chiesa nei lunghi anni del suo ministero. Con affetto vi benedico.

 

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