Una app gratuita che consente di scegliere un ente no profit, guardare uno spot pubblicitario e così procedere a una donazione

di Cristina CONTI

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Aiutare gli altri in tempo di crisi non è facile. Ma grazie alla tecnologia è possibile. Si chiama Wegive.it ed è la prima iniziativa per fare beneficenza a costo zero. Basta scaricare l’app gratuita sulle priattoforme iOS o Android accedere al sito www.wegive.it, scegliere un ente no profit e guardare uno spot pubblicitario. «Il denaro donato viene dall’investimento pubblicitario delle aziende che mandano i propri spot sulla piattaforma wegive.it», spiega Marco Bortolami, presidente della Onlus Wegive.it e giocatore di rugby con 99 presenze in Nazionale.Le aziende che vogliono fare pubblicità, insomma, pagano e gli utenti, guardando gli spot sul sito, fanno arrivare i soldi all’ente prescelto. Un modo intelligente per far incontrare inserzionisti e terzo settore.

Secondo i dati emersi dall’ultima analisi di AstraRicerche, la crisi ha dimezzato la platea dei donatori abituali, passando dal 41% del 2005 al 20% del 2013. Ma Milano rimane sempre ai primi posti tra le città più solidali della penisola.

Dalle mostre missionarie alle cene benefiche, tante iniziative caritatevoli si sono susseguite nel capoluogo lombardo prima di Natale. L’impegno nei confronti di chi ha più difficoltà, però, non deve finire dopo le feste. E con wegive.it è ancora più facile. Si può decidere infatti di donare qualcosa in qualunque momento scaricando l’applicazione su tablet o smartphone, oppure semplicemente collegandosi col proprio pc ovunque ci si trovi. «Pochi secondi ogni giorno, al bar, prima di un allenamento o dal divano di casa. È così che contribuisco alle cause benefiche di chi tanto si dà da fare per il bene comune», aggiunge Bortolami.

Gli enti no profit coinvolti più importanti e quelli che godono di mezzi più ridotti possono allo stesso modo sfruttare questo strumento per raccogliere fondi invitando i propri affiliati, sostenitori, volontari o chiunque abbia un legame con la propria realtà a guardare uno spot. Tanti gli ambiti del sociale coinvolti: da enti e associazioni che si occupano di emergenze umanitarie, a quelli che si occupano di malati gravi, fino alla ricerca scientifica e alla lotta contro i maltrattamenti degli animali. C’è solo l’imbarazzo della scelta. E sono tanti anche i testimonial, provenienti dal mondo dello sport e da quello dello spettacolo.

Per il momento il servizio è disponibile in italiano e in inglese, ma presto sarà disponibile anche in altre lingue.

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