Si rinnova l’appuntamento con la “biciclettata” organizzata da “La Pace in Comune” con Acli Milano e Mani Tese, patrocinata dal Comune, dal Consiglio regionale e dalla Fondazione Cariplo

Vuoi la pace? Pedala

Dopo i grandi successi del 2008, del 2009 e del 2011 – nei quali oltre 10 mila persone in bicicletta, provenienti da tutta la provincia di Milano e Monza e Brianza, hanno colorato e animato piazza del Duomo – anche quest’anno, domenica 14 ottobre, si svolgerà “Vuoi la pace? Pedala!”, biciclettata organizzata dal Coordinamento “La Pace in Comune” in collaborazione con Acli Milano e Mani Tese con il patrocinio del Comune di Milano, del Consiglio della Regione Lombardia e della Fondazione Cariplo.

Nella domenica a piedi, sette percorsi in partenza da 58 Comuni (vedi http://vuoilapacepedala.com)  delle Province di Milano, Monza e Brianza, Lodi, Pavia, Lecco e Varese che convergeranno in Piazza Duomo, a Milano, per le 12, trasformando la piazza in una gigantesca bandiera della pace.

Interverranno: Sergio Maestroni, presidente del coordinamento “La Pace in Comune”; Paolo Petracca, presidente Acli Provinciali Milano; don Massimo Pavanello, Pastorale del turismo e tempo libero della diocesi di Milano; Giuliano Pisapia, sindaco di Milano; Flavio Lotti, coordinatore nazionale Tavola della pace e Coordinamento Nazionale Enti Locali Pace.

Con uno sguardo alla dimensione internazionale, “Vuoi la Pace? Pedala!” 2012 sostiene il diritto al cibo e alla sovranità alimentare e si impegna a contrastare le speculazioni finanziarie sulle materie prime agricole. Guardando al nostro territorio “Vuoi la Pace? Pedala!” 2012 auspica politiche di pace che promuovano stili di vita solidali e consapevoli, mobilità sostenibile, coesione sociale e un Expo 2015 delle opportunità. Milano e il suo territorio devono cogliere l’opportunità di divenire un punto di riferimento sulle politiche di sovranità alimentare, di interazione tra città e suo territorio, nonché sul ruolo dell’associazionismo e società civile nel delineare, realizzare e governare nuovi modelli di sviluppo che siano al tempo stesso sostenibili e rispettosi della centralità del lavoro, in stretta intesa con le istituzioni e il mondo imprenditoriale.

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