Conosciamo meglio le due realtà incontratesi grazie al progetto Caritas: le operaie in cassa integrazione della Hitman di Corsico e il laboratorio Taivè

di Silvio MENGOTTO

Ricomincio da capo

Non sempre la crisi scatena la guerra tra i poveri. Lo testimonia “Ricomincio da capo”, il progetto nato da Caritas Ambrosiana e Metodi-Asscom e Aleph: un incontro creativo e propositivo di due realtà femminili che, unendo le loro fragilità, hanno ricostruito lavoro e diritti. Alcune donne in cassa integrazione hanno messo a frutto la loro creatività per “rigenerare” capi di abbigliamento; l’asta benefica in cui saranno messi in vendita questi capi, in programma sabato 17 e domenica 18 dicembre, andrà a sostegno del progetto di reinserimento sociale delle donne rom concretizzatosi nel laboratorio Taivè di Milano.

Un “circuito virtuoso”, dunque, che reintroducendo nel mercato abiti scartati e destinati a diventare rifiuti, crea nuove e inedite relazioni tra lavoratrici a rischio di espulsione dal mercato del lavoro e donne emarginate per la loro origine etnica, in un percorso che mira a ricostruire lavoro e diritti.

Le 54 operaie in cassa integrazione provengono dalla Hitman di Corsico, e in questi mesi hanno magistralmente trasformato abiti vecchi in nuovi e splendidi capi di abbigliamento. Hanno frequentato un corso di formazione realizzato dalla società Metodi-Asscom e Aleph con un percorso specifico per acquisire le competenze sartoriali. Divise in 5 gruppi hanno realizzato ben 150 capi di abbigliamento e accessori “rigenerati” attraverso il riciclo di abiti usati e raccolti dalla cooperativa Vesti Solidale. I laboratori sartoriali sono stati guidati da Alessandra Impalli, Bartolomeo Romito, Paola Della Pergola, Marina Spadafora e Giorgio Galli. Con loro le lavoratrici hanno imparato a progettare e realizzare una collezione coordinata per donna, seguendo tutto il processo creativo e produttivo.

Il laboratorio Taivè (filo in lingua romanì) è invece una sartoria e stireria (sita in via Wild 27b, angolo via Carpi) in cui sono impiegate 8 donne rom che, grazie a questa opportunità, hanno potuto lasciare con le loro famiglie i campi di via Triboniano e via Novara per cercare un reinserimento sociale. Offre rammendi, riparazioni, stiro e realizzazione di piccoli lavori sartoriali anche su commissione.

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