Sabato, in diverse località a Milano e Provincia, saranno aperti al pubblico i beni confiscati alla mafia che oggi vivono una seconda vita grazie a enti locali, associazioni, cooperative, fondazioni che li riutilizzano a fini sociali o istituzionali

Libera

Porte aperte per i beni confiscati alla mafia. L’iniziativa “Scopri il bene!”, organizzata dal Coordinamento Provinciale di Milano di “LIBERA Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, si svolgerà sabato 5 novembre con l’obbiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla presenza delle mafie nel territorio milanese.

Sono 179 i Comuni della Lombardia nei quali si trova almeno un bene confiscato alla criminalità organizzata. Appartamenti, box, bar, ristoranti, pizzerie, negozi, terreni e aziende che, grazie alla legge 109 del 1996, in parte sono già riutilizzati a beneficio della collettività. Dove un tempo c’erano le mafie, oggi ci sono enti locali, associazioni, cooperative, fondazioni che riutilizzano i beni confiscati a fini sociali o istituzionali: persone che giorno dopo giorno si impegnano per la legalità, la giustizia e i diritti.

A queste realtà è dedicata l’iniziativa “Scopri il bene!”, che riguarderà diciassette beni confiscati nei comuni di Milano, Corsico, Garbagnate Milanese, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni. Gli immobili resteranno aperti al pubblico per tutta la giornata.

«La confisca dei beni è il gesto concreto che istituzioni e cittadini sono chiamati a potenziare per debellare le mafie»: con queste parole Ilaria Ramoni, referente di Libera Milano, ha presentato l’importante iniziativa. E ha proseguito: «Noi di Libera da anni sollecitiamo maggiore concretezza nel contrasto alle mafie – continua Ramoni – e siamo convinti che il modo migliore per combattere illegalità e corruzione sia proprio dimostrare che il crimine non paga e che quanto le mafie hanno accumulato in termini di risorse e beni torna alla collettività sotto forma di servizi sociali, di nuova cittadinanza, di produttività e di sviluppo, di lavoro vero».

«Ringraziamo la nuova amministrazione di Milano – ha concluso la referente di Libera – per la sensibilità nei confronti di una battaglia che Libera porta avanti da anni e che il coordinamento di Milano sta sempre più organizzando al servizio del bene comune».

In mattinata (dalle ore 9.00 alle ore 12.30) i beni saranno aperti alle scuole coinvolte nell’iniziativa. Nel pomeriggio (a partire dalle 15, secondo i programmi delle singole tappe) saranno a disposizione della cittadinanza.

I rappresentanti di enti locali, associazioni, cooperative, fondazioni e di Libera illustreranno la storia del bene con il passaggio dai proprietari precedenti (tra i quali figurano boss come Biagio Crisafulli, Domenico Branca, Francesco Scaglione o il clan Ciulla) all’attuale destinazione: centri per disabili, comunità di recupero dalla tossicodipendenza, luoghi di aggregazione, associazioni sportive.

Maggiori informazioni sul sito di Libera.

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