Un appello a «riprendere al più presto i lavori» e un convegno in Cattolica in occasione della Giornata in ricordo dei Giusti dell’Umanità

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Nel 2017 è stata approvata dal Parlamento la legge 212 che istituisce la Giornata in ricordo dei Giusti dell’umanità. In questo giorno, soprattutto nelle scuole, si fa memoria di tutti coloro che hanno salvato gli altri o si sono battuti contro la violenza, nei genocidi come nei periodi di buio della democrazia, contro il terrorismo attuale o durante gli sbarchi nel Mediterraneo.

L’Associazione Gariwo, che difende questo ricordo, ha realizzato Giardini dei Giusti in tutto il mondo e in particolare a Milano, al Monte Stella, dove è stato approvato un progetto di riqualificazione. Il Ministero dei Beni culturali ha però sospeso i lavori, nonostante i permessi già approvati dagli Enti locali e dalla Soprintendenza. La Comunità di Sant’Egidio di Milano auspica che il progetto possa riprendere al più presto per il grande valore assunto dalla memoria di chi salva, significativamente collocato proprio nel luogo dove i milanesi ricordano le sofferenze della guerra. Male e bene, violenza da un lato e generosità dei giusti dall’altro sono infatti significativamente già intrecciati nella storia e nella realtà attuale.

Il 5 marzo, per ricordare i Giusti alla vigilia della Giornata, si terrà un incontro all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (alle 17,30, Aula Negri da Oleggio). Osserva Milena Santerini, ordinario di Pedagogia, già parlamentare e prima firmataria della Legge 212/17, nonché vicepresidente del Memoriale della Shoah: “Milano ha bisogno del ricordo dei Giusti e delle testimonianze del bene, senza cedere alla tentazione della concorrenza tra le memorie».

Interverranno al Convegno Gabriele Nissim, fondatore e Presidente di Gariwo, Eugène Muhire Rwigilira, che racconterà dei Giusti durante il genocidio in Rwanda, e Tho Bovannrith Nguon, testimone del genocidio in Cambogia. Abdelrazeg Abbas Ismail Mohamed, del Darfur (Sudan), parlerà della sua esperienza di profugo in Libia salvato nel Mediterraneo, accolto dalla Comunità di Sant’Egidio e ora studente universitario all’Università del Piemonte Orientale. Modera il dibattito Elisabetta Rosaspina, giornalista del Corriere della Sera.

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