Venerdì 2 dicembre alle 14.30 presentazione del progetto “Imparare a lavorare” promosso dalla Fondazione Pietro Carsana che incrocia domande e offerte sostenendo i tirocinanti nelle varie imprese

Luisa BOVE

Dopo il successo dello scorso anno, sarà ripresentato il 2 dicembre a Lecco (via Tonale 28-30) il progetto “Imparare a lavorare” promosso dalla Fondazione Pietro Carsana. L’iniziativa era nata per dare opportunità ai giovani di inserirsi nel mondo del lavoro incrociando domande e offerte. In pratica la Fondazione selezionava le richieste dei ragazzi inoccupati e disoccupati, poi le girava alle impresa disposte ad accogliere un giovane per 6 mesi di tirocinio (garantito economicamente dalla stessa Fondazione promotrice).

L’iniziativa ha funzionato, dando risultati superiori alle aspettative perché su 57 persone inserite in varie aziende, al termine del periodo di apprendistato, ben il 49% di tirocinanti ha ottenuto un rapporto di collaborazione con la ditta. Questo conferma il fatto che il metodo scientifico ideato da Assunto Quadrio Aristarchi e applicato a questo progetto è corretto.

I giovani che hanno aderito all’iniziativa sono stati 352 e al termine della selezione ne sono stati inseriti 57 (37 femmine e 20 maschi) con livelli diversi di scolarità: diploma scuola superiore (56%), qualifica professionale (14%), laurea breve (5%) e specialistica (25%).

La Fondazione Carsana ha affidato l’intera operazione a Stefano Bertalli, mentre ogni azienda che ha accettato di aderire al progetto ha messo a disposizione un tutor per seguire l’“apprendista” durante il periodo di tirocinio.

Nella verifica finale, attraverso appositi questionari, giovani e imprese si sono detti soddisfatti dell’esperienza: per i tirocinanti ha voluto dire avvicinarsi (o riavvicinarsi) al mondo del lavoro aumentando le conoscenze, mentre per le ditte è stato un investimento l’aver insegnato il mestiere a ragazzi motivati, che nella maggior parte dei casi hanno dimostrato capacità di collaborazione con i colleghi e un buon grado di autonomia.

«Nei diversi incontri che abbiamo avuto con i giovani da un lato e con i responsabili aziendali dall’altro», dicono i promotori, «abbiamo avuto la possibilità di conoscere giudizi e pregiudizi, speranze e timori, difficoltà di apprendimento e di rapporto».

Il bilancio dell’esperienza fatta è comunque positivo e ora la speranza è di mantenere vivo il rapporto con le imprese che hanno già partecipato al progetto e di aggregarne di nuove, aumentando anche il numero di futuri tirocinanti per continuare a investire sulle giovani generazioni anche in tempo di crisi.

L’invito al convegno che si terrà il 2 dicembre è quindi rivolto a tutte le imprese del territorio lecchese perché possa diffondersi una nuova cultura del lavoro, promuovendo un rinnovato modello di formazione e inserimento lavorativo in una società in continua trasformazione.

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