A vent’anni dalla morte il patròn del Giro d’Italia ricordato nella sua città natale con una serata culturale e la posa di una targa commemorativa al campo sportivo

Vincenzo Torriani

Ricorre quest’anno il ventennale della scomparsa di Vincenzo Torriani, patròn del Giro d’Italia e di tutte le principali corse del calendario ciclistico nazionale dal secondo dopoguerra agli anni Novanta. Familiari e amici l’hanno ricordato il 24 aprile scorso con una Messa di suffragio nella chiesa di San Gregorio Magno a Milano. Quel giorno la Gazzetta dello Sport ha rievocato le sue “imprese“ organizzative (perché tali vanno considerate) con un magistrale articolo di Claudio Gregori.

Da anni il mondo del ciclismo onora la figura di Torriani col Premio internazionale a lui intitolato, voluto e promosso dai figli Gianni, Marco e Milly, che quest’anno sarà assegnato in occasione del Giro di Lombardia. E il Giro d’Italia, la “creatura” a cui era più affezionato, lo celebra da sempre con un premio destinato al vincitore della tappa nella quale si tocca la cosiddetta “Cima Coppi”, la vetta più alta della corsa: nell’edizione di quest’anno si tratta del Colle dell’Agnello, che sarà percorso il 27 maggio nella tappa Pinerolo-Risoul. Due giorni prima, il 25 maggio, al termine della tappa che si concluderà a Cassano d’Adda, alle 19 Villa Borromeo (quartier tappa) sarà teatro di un ricordo particolare da parte della “carovana rosa”.

Negli stessi giorni avrà luogo l’omaggio di Novate Milanese, la sua città natale. Mercoledì 25 maggio, alle 20.30, alla Libreria Madonnina è in programma un incontro-dibattito con Mimmo Franzinelli, scrittore e autore del libro Il Giro d’Italia – Dai pionieri agli anni d’oro (Feltrinelli), giunto alla seconda edizione. Saranno presenti Carmine Castellano, braccio destro di Torriani in ammiraglia e poi suo successore alla direzione del Giro, e Marco Torriani, che ha collaborato a lungo col padre e ha curato la documentazione tecnica e biografica del volume, di cui verranno proiettate alcune immagini. «Terminata la guerra, con grande capacità e lungimiranza mio padre reperì risorse umane, materiali ed economiche tali da rimettere in navigazione la grande nave del ciclismo e del Giro – rileva Marco Torriani -. Dal suo ponte di comando lo diresse per 45 anni, reinventandolo e aprendolo a una dimensione mondiale, senza tuttavia mai dimenticarne i valori, lo spirito e la tradizione tutta italiana».

La mattina del 26 maggio, sempre a Novate, alle 10, sarà posata una targa in ricordo di Torriani presso il campo sportivo a lui dedicato, situato al termine della via a lui intestata. Saranno presenti i tre figli Gianni, Marco e Milly, il presidente del Gs Pedale Novatese promotore dell’iniziativa, il direttore del Giro Mauro Vegni col suo staff, esponenti del mondo del ciclismo e del giornalismo.

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