Sostegni a fondo perduto a chi si trova in difficoltà, principalmente per la perdita dell’impiego: sul territorio la pandemia ha già bruciato 1000 posti di lavoro. Anche la Caritas zonale tra i partner del progetto

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Il lungolago di Lecco

Accanto alle drammatiche conseguenze sanitarie, la recente pandemia ha prodotto gravi ripercussioni sul tessuto economico e sociale del territorio. Un anno di lockdown è costato mille posti di lavoro in provincia di Lecco, vale a dire lo 0,7% del totale. Nel 2020 oltre 13mila lavoratori lecchesi e le loro famiglie hanno usufruito degli ammortizzatori sociali, e non solo nei mesi più difficili. Il trend nel 2021 è in calo ma l’impiego della cassa integrazione resta consistente.

Il positivo andamento della campagna vaccinale permette, ora, di intravvedere segnali di ripresa e ripartenza anche sul piano economico, ma permane una forte preoccupazione per i settori maggiormente colpiti dalla crisi. L’imminente chiusura del blocco dei licenziamenti potrebbe avere conseguenze per un numero importante di lavoratrici e lavoratori lecchesi.

Affrontare e superare gli scenari inediti posti dall’emergenza Covid richiede uno sforzo condiviso da parte di tutta la comunità. Per questo motivo la Prefettura di Lecco, unitamente alla Fondazione comunitaria del Lecchese e ai Comuni della provincia, ha promosso il “Patto territoriale per il lavoro”, che vede coinvolte attivamente le Organizzazioni Sindacali, le Associazioni Imprenditoriali, l’Associazione Libere Professioni e la Caritas zonale di Lecco.

L’iniziativa è la naturale conseguenza dell’azione promossa a dicembre dello scorso anno da Fondazione Cariplo e che si aggiunge a un ampio spettro di interventi sul fronte del contrasto alle povertà per il quale la fondazione ha messo a disposizione complessivamente circa 20 milioni di euro per la Lombardia e parte del Piemonte. Con la collaborazione della Fondazione Peppino Vismara, ha lanciato un fondo lombardo e per le province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola.

Lecco è stata tra le prime a raccogliere la proposta e a potenziarla con la nascita del fondo «AIUTIAMOCI che ha visto tra gli attori principali in campo la Prefettura. Il Fondo parte con una dotazione iniziale pari a 1 milione di euro, resa possibile grazie al contributo di tutti i Comuni del territorio provinciale – in ragione di 1 euro a cittadino – e di contributi da parte di Fondazione Cariplo, Fondazione Vismara e Fondazione comunitaria del Lecchese. L’obiettivo è di raddoppiare la dotazione iniziale.

Ora parte la fase di raccolta per integrare la base di partenza. Tutti potranno contribuire a questa iniziativa che vuole far stringere la comunità del Lecchese attorno a chi si trova in difficoltà. Cittadini, aziende e istituzioni possono aderire donando. Per sostenere concretamente il Patto per il Lavoro è possibile effettuare una donazione sul conto corrente

Intesa Sanpaolo Milano – Filiale accentrata TERZO SETTORE
IBAN: IT28 Z030 6909 6061 0000 0003 286

Banca della Valsassina
IBAN: IT87 B085 1522 9000 0000 0501 306

Causale: “Aiutiamoci – Patto per il lavoro”

Le donazioni al Fondo danno diritto ai benefici fiscali previsti dalla normativa vigente.

Chi versa in condizioni di difficoltà potrà fare richieste di sostegno al Fondo: le domande potranno essere presentate a partire dal 1 settembre 2021 nelle modalità riscontrabili sul sito www.fondazionelecco.org.

Le risorse per i sostegni economici verranno raccolte attraverso la costituzione del Fondo “Aiutiamoci nel lavoro”, aperto presso la Fondazione comunitaria del Lecchese e che si svilupperà attraverso il contributo di:
lavoratrici e lavoratori lecchesi che vorranno donare liberamente il corrispettivo di un’ora del proprio lavoro;
aziende del territorio che collaboreranno nella gestione della trattenuta in busta paga e che vorranno, liberamente, contribuire con risorse aggiuntive;
donazioni da parte degli operatori della Grande Distribuzione Organizzata;
contributi dei Comuni del territorio;
libere donazioni da parte dei cittadini.

 Il Fondo sarà governato da un Comitato di Indirizzo che vede presenti tutti i rappresentanti dei 26 Enti sottoscrittori del Patto.

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