Don Davanzo (Caritas Ambrosiana): «Questa morte ha a che fare con un certo tipo di legge che porta gli immigrati irregolari a non chiedere aiuto per paura dell'espulsione»

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Il freddo pungente apre l’emergenza per gli immigrati irregolari. Ieri è morto Amed A., 60enne senza dimora che viveva nei giardinetti di fronte al Fatebenefratelli. Era senza permesso di soggiorno. Pierfrancesco Majorino, assessore comunale al Welfare, ha lanciato un appello al Governo: «Intervenga per permetterci di accogliere nei nostri centri anche i clandestini. Oggi ce lo impedisce la legge, che ha stabilito che la clandestinità è un reato. È indegno che di fronte a un uomo che vive in strada e rischia di morire non possiamo accoglierlo solo perché non ha i documenti in regola».

All’appello si è associato anche il direttore di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo: «I centri di accoglienza ci sono, anche se non si fa mai abbastanza per aiutare i poveri. Però questa morte ha a che fare con un certo tipo di legge, che porta gli immigrati irregolari a non chiedere aiuto per paura dell’espulsione, con conseguenze a volte tragiche».

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