Family 2012 sarà una grande occasione di ripensamento e di crescita umana, da non sprecare, ma anzi da valorizzare attraverso scelte lungimiranti. Un impegno per la città e per tutte le sue Istituzioni

di Valentina SONCINI
Presidente Diocesana di Azione Cattolica

Famiglia

Tra le decorazioni e l’arte elegante della Sala Alessi, in Palazzo Marino, nel cuore della città di Milano, venerdì 13 gennaio l’Azione Cattolica Italiana, nella persona del suo presidente nazionale Franco Miano, ha aperto la riflessione su “Famiglie nella città”, in vista del grande Incontro mondiale prossimo “La famiglia; il lavoro e la festa”. Il convegno dell’Azione Cattolica è stato condiviso con le realtà più significative della città: il suo sindaco, rappresentato dalla vicaria Maria Grazia Guida, e il suo vicario episcopale monsignor Erminio De Scalzi, anche presidente della Fondazione per Family 2012. Quasi a dire anche che, con il loro coinvolgimento, in primis le istituzioni sono chiamate a curarsi della famiglia di oggi.

Milano, simbolo della metropoli contemporanea, ha davanti a sé una grande occasione di riflessione e di azione, grazie all’evento che ospiterà a fine maggio. Proprio qui, dove il ritmo del lavoro e della vita familiare è sottoposto a maggior tensione e a ritmi dettati dalla tecnica e dall’economia – come ha ben segnalato anche l’intervento del professor Mauro Magatti – si pone la sfida per la vera cura dalla famiglia di oggi e di domani, cioè di quella culla delle relazioni che si formano secondo la logica del dono e rappresentano la vera scommessa di futuro e di vivibilità, di cui la città non può fare a meno.

Questo luogo di relazioni gratuite, dove si compie il miracolo dell’amore e dove ne è custodita la forza propulsiva, è insieme forte, proprio perché superiore a ogni logica di profitto, e debole, perché disarmato rispetto alla complessità delle situazioni socio-economiche, oggi particolarmente incattivite.

Oggi la famiglia porta il maggior peso della crisi e dentro questa strettoia, pur se sa ancora muovere passi di speranza, non può caricarsi oltre. La famiglia già formata e quelle che sono in via di formazione necessitano di scelte politiche lungimiranti e attente nel disegnare nuove forme di servizi, di misure fiscali, di politiche del lavoro, di protezione, di abitazioni

Alla tentazione di slegarsi, di cedere alla logica individualista sotto il peso non di diktat ideologici, ma di logoranti fatiche pratiche, le istituzioni sono chiamate allora a dare risposte concrete ed efficaci, oltre ogni retorica familista o antifamilista. Dentro un tessuto sociale milanese oggi caratterizzato da situazioni diversissime – di cui una piccola punta di iceberg è emersa anche nel dibattito del convegno – la comunità cristiana e le famiglie che vivono in nome della fede la loro vicenda sono chiamate responsabilmente a dare testimonianza di un dono d’amore che non solo è frutto della relazione di reciprocità, ma viene dall’Alto, come sole che non smetterà mai di sorgere, e sono sollecitate ad alimentare forme di solidarietà e di alleanze tra famiglie, nel dialogo intergenerazionale, verso ciascuno persona. La famiglia cristianamente intesa può oggi abitare la città al modo dei cristiani della lettera a Diogneto: come tutti, rispettando le leggi di tutti, mostrando di saper vivere e donare oltre la legge, oltre il dovuto, non in modo elitario o in luoghi esclusivi, ma a favore di tutti, al modo del fermento e del lievito, dentro il lavoro e la festa.

Milano, grazie al prossimo Incontro mondiale, sta per vivere una grande occasione di riflessione, di possibile trasformazione per essere più accogliente, più vivibile, più umana con tutta se stessa, con la sua Chiesa e con le sue Istituzioni pubbliche, per essere una città a favore della famiglia. Un’occasione di crescita umana da non sprecare e da cui non farsi distrarre, ma da far diventare realtà con scelte attente ai problemi concreti a favore di chi a Milano verrà per cinque giorni, e di chi a Milano già ci sta prima e dopo giugno 2012.

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