Su circa 150 i brevetti italiani per il risparmio energetico, una domanda su cinque è depositata in Lombardia e una su otto a Milano (12,8%). Questi i dati che emergono da un'elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati UIBM brevetti

di Cristina CONTI
Redazione

È a Milano e alla Lombardia che spetta il primato per brevetti ecosostenibili. Sono circa 150 i brevetti italiani per il risparmio energetico Di queste domande, una su cinque è depositata in Lombardia e una su otto a Milano (12,8%). Seguono Lazio (14,9%) e Toscana (10,1%). Questi i dati che emergono da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati UIBM brevetti e in base al numero dei marchi depositati fino al mese di febbraio di quest’anno.
Dal sollevatore a risparmio energetico per ascensori, al sistema di controllo della pubblica illuminazione finalizzato al risparmio energetico e alla riduzione dell’inquinamento illuminotecnico, dal davanzale antismog, attrezzato per il condizionamento, la qualità dell’aria in casa e il risparmio energetico, al sistema di controllo della luce naturale che si può applicare all’esterno delle finestre per risparmiare energia e migliorare il comfort visivo. Sono tante le idee a misura di ambiente presentate nella nostra regione. Progetti di imprenditori edili attenti all’ambiente e che cercano di sfruttare le risorse naturali per conciliare l’esigenza di nuove abitazioni con l’ecologia.
Tematiche particolarmente importanti in una città che si affaccia all’Expo del 2015 e in cui l’emergenza inquinamento da polveri sottili, da rumore e da eccessiva illuminazione sono all’ordine del giorno e sotto gli occhi di tutti. «Oggi il futuro delle città, come per Milano si gioca sempre più su importanti temi come sostenibilità e ambiente ma anche sulla capacità di attrarre capitale e competenze umane. Su questo occorre un impegno ed un coordinamento forte e condiviso delle istituzioni, del mondo delle associazioni e delle imprese», ha dichiarato Claudio De Albertis, membro di giunta della Camera di commercio di Milano e presidente di Assimpredil Ance.
Tra le città lombarde la palma per la percentuale più alta di invenzioni spetta a Milano con il 63,3%. Seguono Varese con il 16,7%, Bergamo con il 13,3 e, fanalino di coda, Brescia con il 6,7. Nella classifica delle città italiane, il capoluogo lombardo manifesta il proprio primato con 17 invenzioni, contro le 12 di Roma. A quota cinque seguono Modena, Torino e Vicenza. Mentre Bologna, Bolzano, Napoli, Padova e Udine si fermano a 3. È a Milano e alla Lombardia che spetta il primato per brevetti ecosostenibili. Sono circa 150 i brevetti italiani per il risparmio energetico Di queste domande, una su cinque è depositata in Lombardia e una su otto a Milano (12,8%). Seguono Lazio (14,9%) e Toscana (10,1%). Questi i dati che emergono da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati UIBM brevetti e in base al numero dei marchi depositati fino al mese di febbraio di quest’anno.Dal sollevatore a risparmio energetico per ascensori, al sistema di controllo della pubblica illuminazione finalizzato al risparmio energetico e alla riduzione dell’inquinamento illuminotecnico, dal davanzale antismog, attrezzato per il condizionamento, la qualità dell’aria in casa e il risparmio energetico, al sistema di controllo della luce naturale che si può applicare all’esterno delle finestre per risparmiare energia e migliorare il comfort visivo. Sono tante le idee a misura di ambiente presentate nella nostra regione. Progetti di imprenditori edili attenti all’ambiente e che cercano di sfruttare le risorse naturali per conciliare l’esigenza di nuove abitazioni con l’ecologia.Tematiche particolarmente importanti in una città che si affaccia all’Expo del 2015 e in cui l’emergenza inquinamento da polveri sottili, da rumore e da eccessiva illuminazione sono all’ordine del giorno e sotto gli occhi di tutti. «Oggi il futuro delle città, come per Milano si gioca sempre più su importanti temi come sostenibilità e ambiente ma anche sulla capacità di attrarre capitale e competenze umane. Su questo occorre un impegno ed un coordinamento forte e condiviso delle istituzioni, del mondo delle associazioni e delle imprese», ha dichiarato Claudio De Albertis, membro di giunta della Camera di commercio di Milano e presidente di Assimpredil Ance.Tra le città lombarde la palma per la percentuale più alta di invenzioni spetta a Milano con il 63,3%. Seguono Varese con il 16,7%, Bergamo con il 13,3 e, fanalino di coda, Brescia con il 6,7. Nella classifica delle città italiane, il capoluogo lombardo manifesta il proprio primato con 17 invenzioni, contro le 12 di Roma. A quota cinque seguono Modena, Torino e Vicenza. Mentre Bologna, Bolzano, Napoli, Padova e Udine si fermano a 3.

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