di Pino NARDI
Redazione

Il lavoro torni al centro della politica e del Welfare cittadino. Perché proprio la mancanza di un’occupazione mette in seria crisi la vita delle persone e delle loro famiglie. Dunque occorre anzitutto puntare sullo sviluppo del sistema economico e produttivo: per far crescere le imprese, ma anche per «consentire alla domanda di lavoro di crescere quantitativamente e nella qualità». I caratteri nuovi dell’occupazione emersi nel corso del 2009 sono l’ampio ricorso alla cassa integrazione guadagni; la caduta della domanda di lavoro (-18,2% tra i primi 10 mesi del 2009 e lo stesso periodo nel 2008) e la flessione del tasso di attività.
Di fronte a questo senario si sono sviluppate diverse iniziative. Tra le quali anche il Fondo Famiglia-Lavoro, che «ha indubbiamente non piccolo successo quanto a capacità di portare a termine i compiti assegnati da un punto di vista quantitativo, anche sul piano qualitativo sembra andare oltre una dimensione puramente assistenziale o di beneficenza». Lo sostiene nel suo saggio Ida Regalia, direttore del Dipartimento di Studi del lavoro e del Welfare all’Università Statale di Milano. «Grazie infatti a come è strutturato, il lavoro dei volontari ha permesso non solo di distribuire i soldi del Fondo, ma anche di inviare chi ha perso l’occupazione verso altre forme di ammortizzatori sociali, di cercare con loro altre opportunità di impiego e di portare solidarietà e vicinanza umana, realizzando così il monito del Cardinale: “Chi perde il lavoro non perda anche la dignità”».
Regalia fa anche una ricognizione e l’analisi delle altre principali iniziative e interventi per fronteggiare la crisi come il progetto della Fondazione Welfare Ambrosiano, promosso dal Comune di Milano con la Provincia, la Camera di Commercio e i sindacati confederali; il «protocollo di intesa emergenza Welfare» siglato dalla Provincia e sindacati confederali nel novembre 2008; le intese raggiunte tra alcuni Comuni intorno a Milano con il coinvolgimento del terzo settore; la Dote Lavoro ammortizzatori sociali della Regione e le iniziative sindacali. Il lavoro torni al centro della politica e del Welfare cittadino. Perché proprio la mancanza di un’occupazione mette in seria crisi la vita delle persone e delle loro famiglie. Dunque occorre anzitutto puntare sullo sviluppo del sistema economico e produttivo: per far crescere le imprese, ma anche per «consentire alla domanda di lavoro di crescere quantitativamente e nella qualità». I caratteri nuovi dell’occupazione emersi nel corso del 2009 sono l’ampio ricorso alla cassa integrazione guadagni; la caduta della domanda di lavoro (-18,2% tra i primi 10 mesi del 2009 e lo stesso periodo nel 2008) e la flessione del tasso di attività.Di fronte a questo senario si sono sviluppate diverse iniziative. Tra le quali anche il Fondo Famiglia-Lavoro, che «ha indubbiamente non piccolo successo quanto a capacità di portare a termine i compiti assegnati da un punto di vista quantitativo, anche sul piano qualitativo sembra andare oltre una dimensione puramente assistenziale o di beneficenza». Lo sostiene nel suo saggio Ida Regalia, direttore del Dipartimento di Studi del lavoro e del Welfare all’Università Statale di Milano. «Grazie infatti a come è strutturato, il lavoro dei volontari ha permesso non solo di distribuire i soldi del Fondo, ma anche di inviare chi ha perso l’occupazione verso altre forme di ammortizzatori sociali, di cercare con loro altre opportunità di impiego e di portare solidarietà e vicinanza umana, realizzando così il monito del Cardinale: “Chi perde il lavoro non perda anche la dignità”».Regalia fa anche una ricognizione e l’analisi delle altre principali iniziative e interventi per fronteggiare la crisi come il progetto della Fondazione Welfare Ambrosiano, promosso dal Comune di Milano con la Provincia, la Camera di Commercio e i sindacati confederali; il «protocollo di intesa emergenza Welfare» siglato dalla Provincia e sindacati confederali nel novembre 2008; le intese raggiunte tra alcuni Comuni intorno a Milano con il coinvolgimento del terzo settore; la Dote Lavoro ammortizzatori sociali della Regione e le iniziative sindacali.

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