Sempre�più immigrati abbandonano il lavoro dipendente per intraprendere l'attività autonoma. I dati e alcune esperienze

Alen CUSTOVIC
Redazione

L’integrazione degli stranieri in Italia passa anche attraverso l’imprenditoria. Infatti sempre più immigrati abbandonano il lavoro dipendente per intraprendere l’attività autonoma e, in questo senso, la Lombardia è la regione con il più alto numero di imprenditori extracomunitari, mentre Milano è la provincia con il maggior numero di aziende con titolare immigrato: 17.297. A dirlo è la recente indagine Immigrati imprenditori in Italia. Dinamiche del fenomeno: analisi, storie, prospettive, organizzata con la collaborazione delle categorie professionali e presentata dalla Fondazione Ethnoland di Milano.
Un’altra constatazione che emerge è il fatto che, mentre da diversi anni le aziende attraversano una fase critica, il dinamismo resta vivace tra gli immigrati che, secondo la media degli ultimi cinque anni, hanno creato 20 mila nuove aziende l’anno. Per quanto riguarda i settori di attività, prevale il comparto edile (gestito da persone per lo più provenienti dall’Est Europa), seguito dal comparto tessile, abbigliamento e calzature, settori nei quali si pongono in evidenza in particolare gli imprenditori cinesi. Seguono il settore dei servizi (soprattutto di pulizie, di trasporti e di logistica), del commercio e dell’industria. A simili conclusioni giunge anche il Rapporto Immigrati e impresa elaborato dall’ufficio studi di Confartigianato: quasi l’11% del totale degli imprenditori immigrati si trova a Milano.
Significativo è anche il dato evidenziato recentemente dalla Camera di Commercio di Monza, che ha pubblicato un’indagine sugli imprenditori locali secondo la quale il nome più comune nel mondo arabo, Mohamed, ha superato per numero quello ritenuto il cognome dell’imprenditore brianzolo, il “sciur Brambilla”. Per quanto riguarda i gruppi di provenienza, tra i più attivi ci sono gli immigrati nordafricani (marocchini, egiziani), gli est-europei (soprattutto romeni), i cinesi e gli albanesi. L’integrazione degli stranieri in Italia passa anche attraverso l’imprenditoria. Infatti sempre più immigrati abbandonano il lavoro dipendente per intraprendere l’attività autonoma e, in questo senso, la Lombardia è la regione con il più alto numero di imprenditori extracomunitari, mentre Milano è la provincia con il maggior numero di aziende con titolare immigrato: 17.297. A dirlo è la recente indagine Immigrati imprenditori in Italia. Dinamiche del fenomeno: analisi, storie, prospettive, organizzata con la collaborazione delle categorie professionali e presentata dalla Fondazione Ethnoland di Milano. Un’altra constatazione che emerge è il fatto che, mentre da diversi anni le aziende attraversano una fase critica, il dinamismo resta vivace tra gli immigrati che, secondo la media degli ultimi cinque anni, hanno creato 20 mila nuove aziende l’anno. Per quanto riguarda i settori di attività, prevale il comparto edile (gestito da persone per lo più provenienti dall’Est Europa), seguito dal comparto tessile, abbigliamento e calzature, settori nei quali si pongono in evidenza in particolare gli imprenditori cinesi. Seguono il settore dei servizi (soprattutto di pulizie, di trasporti e di logistica), del commercio e dell’industria. A simili conclusioni giunge anche il Rapporto Immigrati e impresa elaborato dall’ufficio studi di Confartigianato: quasi l’11% del totale degli imprenditori immigrati si trova a Milano.Significativo è anche il dato evidenziato recentemente dalla Camera di Commercio di Monza, che ha pubblicato un’indagine sugli imprenditori locali secondo la quale il nome più comune nel mondo arabo, Mohamed, ha superato per numero quello ritenuto il cognome dell’imprenditore brianzolo, il “sciur Brambilla”. Per quanto riguarda i gruppi di provenienza, tra i più attivi ci sono gli immigrati nordafricani (marocchini, egiziani), gli est-europei (soprattutto romeni), i cinesi e gli albanesi. Faruk racconta Una realtà interessante è Progetto Pr.Im.I., Progetto imprenditori immigrati, promosso dalle Fondazioni Ethnoland e Lombarda Antiusura, il cui scopo è agevolare l’accesso al credito degli imprenditori residenti nella provincia di Milano. Ma chi sono questi nuovi imprenditori e quali le motivazioni che li portano a fare questo passo? «Io e mio cugino lavoravamo per una ditta di pulizia – racconta Faruk, trentenne di origini egiziane, a Milano da una decina d’anni -. Dopo un po’ però ci siamo chiesti perché non fare il salto di qualità e metterci in proprio. Non serviva un grandissimo investimento. Così oggi facciamo lo stesso lavoro solo che lo facciamo per conto nostro. C’è pure un signore italiano che lavora con noi».Lyudmila, signora di origini russe a Milano da anni dove ha un’attività commerciale, racconta: «I motivi che portano noi immigrati a metterci in proprio sono tanti. Posso dire che quelli che hanno spinto me a farlo sono due. Da una parte ho deciso di restare in Italia in modo stabile, quindi tanto vale che mi do da fare per il mio futuro. Dall’altra parte in questo modo mi sono conquistata anche un’occasione di riscatto sociale. Avevo bisogno di dimostrare a me stessa di farcela».Un altro esempio di questa tendenza sono i corsi organizzati da Asiim (Associazione per lo sviluppo dell’imprenditorialità immigrata a Milano), riservati a immigrati. Materie come “Introduzione al bilancio d’impresa”, “Finanziamenti pubblici e comunitari per le piccole e medie imprese” oppure “Gestire una cooperativa: vincoli e opportunità” trasmettono a questi nuovi imprenditori tutte le competenze necessarie per integrarsi meglio nel tessuto economico del territorio. Famiglie in migrazione – Il Centro di ateneo studi e ricerche sulla famiglia della Cattolica promuove un convegno internazionale su “Famiglie in migrazione”, in programma venerdì 13 febbraio dalle 9 alle 17.30, presso l’Aula Pio XI in largo Gemelli 1 a Milano. Il fenomeno migratorio è un elemento strutturale nella società contemporanea, con connotazione familiare. Il Centro, supportato dal progetto culturale della Cei, ha sviluppato un percorso di riflessione teorica e di approfondimento. Il volume La migrazione come evento familiare, edito da Vita e Pensiero, è l’esito di questo percorso e il convegno intende fare il punto sui risultati. Info: tel. 02.72342347; centro.famiglia@unicatt.it –

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