Il contratto stipulato dalla parrocchia con l'attuale gestore è scaduto e non sarà prorogato: lo spiega l'Arciprete, che precisa che la sala proseguirà la sua attività centrandola sulla prosa classica

Luisa BOVE
Redazione

Il Teatro San Babila volta pagina e presto avrà un nuovo gestore. Nei mesi scorsi i media hanno parlato di «sfratto», ma per la proprietà – la parrocchia guidata dall’Arciprete, monsignor Alessandro Gandini – «si tratta di una normale scadenza di contratto di affitto d’azienda», come si legge in un comunicato del Consiglio pastorale e del Consiglio per gli affari economici.
Al di là delle «sterili polemiche» e delle «pretestuose recriminazioni», quindi, l’attuale gestore Gennaro D’Avanzo dovrà lasciare il teatro nel cuore di Milano. Per comprendere la vicenda, non bisogna confondere tra contratto di locazione e contratto di affitto d’azienda, che riguarda il San Babila e che scade il 30 giugno prossimo. «Il contratto non riguarda l’affitto dei locali – spiega infatti monsignor Gandini -, ma l’esercizio, cioè l’attività teatrale, e non è soggetto a rinnovo». Una volta arrivati alla scadenza, quindi, non c’è possibilità di proroghe, né tantomeno occorre dare motivazioni. La parrocchia ha già presentato al giudice «il contratto d’azienda con tutte le spiegazioni del caso» e ora aspetta che si pronunci: la decisione è attesa per il 20 maggio. In ogni caso D’Avanzo, che ha firmato il contratto sette anni fa, non potrà appellarsi alla legge “salva-teatri”, applicata invece al Nuovo che aveva un contratto di locazione.
Da parte sua monsignor Gandini assicura che «la parrocchia non vuole chiudere il teatro per affittarlo a “Dolce & Gabbana” o per farne un supermercato», come qualcuno vorrebbe far credere. Anzi, «intende continuare l’attività teatrale affidandola a un nuovo gestore». Si sono già presentati nove candidati che, pur subentrando dopo il 30 giugno, «saranno pronti con la programmazione (di solito varata in gennaio) per la nuova stagione che partirà in ottobre».
«Oltre alle garanzie finanziarie – conclude il parroco – chiederemo al futuro gestore che gli spettacoli siano prevalentemente di prosa classica, cosa di cui a Milano si avverte la mancanza. Noi vogliamo fare cultura attraverso la prosa secondo la tradizione del San Babila». Ora non resta che aspettare il nuovo cartellone. Il Teatro San Babila volta pagina e presto avrà un nuovo gestore. Nei mesi scorsi i media hanno parlato di «sfratto», ma per la proprietà – la parrocchia guidata dall’Arciprete, monsignor Alessandro Gandini – «si tratta di una normale scadenza di contratto di affitto d’azienda», come si legge in un comunicato del Consiglio pastorale e del Consiglio per gli affari economici.Al di là delle «sterili polemiche» e delle «pretestuose recriminazioni», quindi, l’attuale gestore Gennaro D’Avanzo dovrà lasciare il teatro nel cuore di Milano. Per comprendere la vicenda, non bisogna confondere tra contratto di locazione e contratto di affitto d’azienda, che riguarda il San Babila e che scade il 30 giugno prossimo. «Il contratto non riguarda l’affitto dei locali – spiega infatti monsignor Gandini -, ma l’esercizio, cioè l’attività teatrale, e non è soggetto a rinnovo». Una volta arrivati alla scadenza, quindi, non c’è possibilità di proroghe, né tantomeno occorre dare motivazioni. La parrocchia ha già presentato al giudice «il contratto d’azienda con tutte le spiegazioni del caso» e ora aspetta che si pronunci: la decisione è attesa per il 20 maggio. In ogni caso D’Avanzo, che ha firmato il contratto sette anni fa, non potrà appellarsi alla legge “salva-teatri”, applicata invece al Nuovo che aveva un contratto di locazione.Da parte sua monsignor Gandini assicura che «la parrocchia non vuole chiudere il teatro per affittarlo a “Dolce & Gabbana” o per farne un supermercato», come qualcuno vorrebbe far credere. Anzi, «intende continuare l’attività teatrale affidandola a un nuovo gestore». Si sono già presentati nove candidati che, pur subentrando dopo il 30 giugno, «saranno pronti con la programmazione (di solito varata in gennaio) per la nuova stagione che partirà in ottobre».«Oltre alle garanzie finanziarie – conclude il parroco – chiederemo al futuro gestore che gli spettacoli siano prevalentemente di prosa classica, cosa di cui a Milano si avverte la mancanza. Noi vogliamo fare cultura attraverso la prosa secondo la tradizione del San Babila». Ora non resta che aspettare il nuovo cartellone.

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