La scelta della Chiesa ambrosiana di dar vita al Fondo aiuta a riscoprire e a testimoniare valori evangelici fondamentali, ma non fa della Diocesi una "supplente" degli enti che hanno responsabilità pubbliche. Le iniziative varate dalla Provincia di Milano e dalla Regione Lombardia


Redazione

13/01/2009

di Paola PESSINA

In diverse diocesi lombarde e italiane, ma anche sulla stampa internazionale, ha suscitato consenso e attenzione il gesto del cardinale Tettamanzi di costituire il Fondo famiglia-lavoro, cui tutta la Chiesa ambrosiana è invitata a partecipare per sostenere nei prossimi mesi chi si trovasse in difficoltà a causa della crisi economica che comincia a far sentire i suoi effetti sul territorio.

La scelta della Chiesa ambrosiana è quella di mettersi in gioco direttamente, con l’obiettivo – luminosamente individuato e comunicato dall’Arcivescovo – di fare della crisi un’occasione per ciascun credente (e ciascun uomo di buona volontà) di riscoperta e testimonianza di valori evangelici comunque fondamentali in ogni convivenza umana: la giustizia, la sobrietà, la condivisione, la solidarietà.

Il che ovviamente non conferisce all’azione della diocesi un ruolo né di supplenza, né tantomeno di concorrenza rispetto a quella messa in campo dalle istituzioni pubbliche a vario livello, secondo le loro competenze e con la discrezionalità con cui ciascuna sta impostando le scelte di bilancio per il 2009.

A questo proposito èutile che ogni cittadino interpelli il proprio Comune, sia nel caso esso abbia provveduto a stanziamenti specifici per far fronte a bisogni derivati dalla crisi, sia per accedere a servizi e sostegni previsti dal Governo, oppure dalla Provincia e dalla Regione, anch’esse mobilitate su diversi fronti.

La Regione Lombardia ha concentrato risorse sul sistema imprenditoriale tramite 13 misure finalizzate a mobilitare 3 miliardi di euro per il credito alle imprese, soprattutto quelle piccole e medie, a cui si somma 1 miliardo di finanziamenti diretti. Su www.regione.lombardia.it tutte le informazioni di dettaglio e la modulistica.

La Provincia di Milano ha messo in campo invece 25 milioni di euro, su più fronti, con il piano “Alziamo la testa”: la maggior parte finalizzati a sostenere il reddito di famiglie cui la crisi riduce il potere d’acquisto – per affrontare spese per la casa (mutuo/affitto), per assistere gli anziani, per i servizi all’infanzia e per la frequenza all’università -, e la quota restante per interventi a sostegno dell’occupazione e delle aziende, nonché delle marginalità più gravi, cui fanno fronte gruppi e associazioni che agiscono nel sociale. Tutte le informazioni e le modalità per accedere ai contributi su www.provincia.milano.it (con risposte dirette al numero verde 800.133.300, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20).

E’ opportuno che anche le parrocchie e le realtà ecclesiali – i sensori più diffusi sul territorio, capaci di intercettare sofferenze, bisogni e richieste che spesso non riescono o non osano manifestarsi alle istituzioni – siano a conoscenza di ciò che si offre nella sfera del pubblico, così da indirizzarvi coloro che ne abbiano i requisiti. E possano svolgere con maggior efficacia quegli interventi in cui la solidarietà chiesta dall’Arcivescovo fornisce risposte altrimenti non configurabili.

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