L'attività dell'associazione sul fronte della lotta alle mafie e dell'educazione alla legalità

Lorenzo FRIGERIO Referente di "Libera" per la Lombardia
Redazione

“Libera” in Lombardia muove i primi passi dal 1995, con l’avvio ufficiale delle attività nazionali e la costituzione come coordinamento regionale. Nei primi anni la gran parte delle energie sono rivolte al mondo della scuola, ma non mancano le iniziative promosse insieme a realtà locali sulla lotta alle mafie e all’educazione alla legalità.
Negli ultimi anni si aggiunge anche una particolare attenzione alla questione dei beni confiscati in regione, sia perché a livello nazionale si apre la positiva stagione di “Libera Terra” – il marchio di qualità nella legalità dei prodotti delle cooperative che lavorano i terreni confiscati ai boss -, sia perché si decide di lanciare una campagna di sensibilizzazione, in quanto la Lombardia si trova al quarto posto tra le regioni per numero di beni confiscati. Il 2008 ha visto l’avvio del progetto sull’utilizzo sociale, grazie al contributo della Provincia di Milano.
La manifestazione del 23 maggio in ricordo della strage di Capaci ha sancito la bontà del lavoro svolto da “Libera” in collaborazione con il Coordinamento di scuole milanesi, composto da diversi insegnanti e numerosi studenti, con la volontà di creare un rapporto stabile e un percorso comune nei prossimi anni. Il proficuo rapporto con la Prefettura di Milano ha prodotto nel 2003 la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa, per una serie di attività comuni: l’educazione alla legalità, la ricerca e la documentazione sulla criminalità, la formazione per operatori della sicurezza, il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Sulla base di questo documento (scaduto nel 2006) ha preso avvio il tavolo di lavoro sui beni confiscati che procede con alterne vicende. Altri rapporti sono stati avviati con la Prefettura di Brescia e di Varese. Le iniziative che “Libera” ha proposto e continua a proporre quindi hanno cercato di approfondire questi temi, soprattutto in chiave locale, non per ingenerare facili allarmismi, ma piuttosto per avviare una seria riflessione sul ruolo della criminalità organizzata in una regione così importante per l’intero Paese.
L’ultimo coordinamento nato, quello di “Libera Milano”, rappresenta un valore aggiunto e una nuova sfida per l’impegno dell’associazione, in vista del prossimo Expo 2015 destinato ad attrarre le attenzioni criminali delle cosche. Preoccupa la sottovalutazione che la classe politica mostra nei confronti di questi problemi, confermata dalla recente delibera di revoca della Commissione comunale antimafia. Davvero un brutto segnale. “Libera” in Lombardia muove i primi passi dal 1995, con l’avvio ufficiale delle attività nazionali e la costituzione come coordinamento regionale. Nei primi anni la gran parte delle energie sono rivolte al mondo della scuola, ma non mancano le iniziative promosse insieme a realtà locali sulla lotta alle mafie e all’educazione alla legalità.Negli ultimi anni si aggiunge anche una particolare attenzione alla questione dei beni confiscati in regione, sia perché a livello nazionale si apre la positiva stagione di “Libera Terra” – il marchio di qualità nella legalità dei prodotti delle cooperative che lavorano i terreni confiscati ai boss -, sia perché si decide di lanciare una campagna di sensibilizzazione, in quanto la Lombardia si trova al quarto posto tra le regioni per numero di beni confiscati. Il 2008 ha visto l’avvio del progetto sull’utilizzo sociale, grazie al contributo della Provincia di Milano.La manifestazione del 23 maggio in ricordo della strage di Capaci ha sancito la bontà del lavoro svolto da “Libera” in collaborazione con il Coordinamento di scuole milanesi, composto da diversi insegnanti e numerosi studenti, con la volontà di creare un rapporto stabile e un percorso comune nei prossimi anni. Il proficuo rapporto con la Prefettura di Milano ha prodotto nel 2003 la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa, per una serie di attività comuni: l’educazione alla legalità, la ricerca e la documentazione sulla criminalità, la formazione per operatori della sicurezza, il riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Sulla base di questo documento (scaduto nel 2006) ha preso avvio il tavolo di lavoro sui beni confiscati che procede con alterne vicende. Altri rapporti sono stati avviati con la Prefettura di Brescia e di Varese. Le iniziative che “Libera” ha proposto e continua a proporre quindi hanno cercato di approfondire questi temi, soprattutto in chiave locale, non per ingenerare facili allarmismi, ma piuttosto per avviare una seria riflessione sul ruolo della criminalità organizzata in una regione così importante per l’intero Paese.L’ultimo coordinamento nato, quello di “Libera Milano”, rappresenta un valore aggiunto e una nuova sfida per l’impegno dell’associazione, in vista del prossimo Expo 2015 destinato ad attrarre le attenzioni criminali delle cosche. Preoccupa la sottovalutazione che la classe politica mostra nei confronti di questi problemi, confermata dalla recente delibera di revoca della Commissione comunale antimafia. Davvero un brutto segnale.

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