Interventi concreti per far fronte alla crisi e dire no all'intolleranza verso gli immigrati tra le istanze che Azione Cattolica, Acli, Caritas e Csi rivolgono ai candidati alla presidenza della Provincia. Ma si parla anche di emergenza educativa e di impianti sportivi

Marcello VILLANI
Redazione

Azione Cattolica, Acli, Caritas e Csi, quattro organizzazioni cattoliche, tante istanze da proporre ai candidati presidenti della Provincia di Lecco. Istanze sociali, ma anche economiche, lavorative, sportive.
Don Ettore Dubini, direttore della Caritas zonale, non ha dubbi: «Una delle attenzioni che il nuovo presidente dovrebbe avere è il sostegno e lo sviluppo per tutte le forme di volontariato che sono la vera ricchezza del territorio lecchese, già peraltro molto vivace e ricco. Il sostegno ai servizi, però, va incrementato. L’altro aspetto lo rileviamo dall’osservatorio speciale del Fondo Famiglia-Lavoro che gestiamo: stanno arrivando tante richieste per i contributi e questo ci parla di una crisi marcata, che tocca le classi più deboli, meno protette. Il territorio risente della crisi in modo molto forte . La gente ha veramente serie difficoltà. Per cui alla Provincia chiediamo di aiutare queste persone potenziando non solo gli ammortizzatori sociali, ma progettando un futuro dove il lavoro venga messo al primo posto». L’ultima istanza è quella dell’accoglienza: «Lecco sta diventando una città molto frequentata da lavoratori stranieri ed extracomunitari, con tutti i problemi che questo comporta. L’osservatorio della mensa Caritas ci dice che questi stranieri necessitano di maggiori attenzioni».
Claudio Cereghini, presidente delle Acli di Lecco, ricorda la mission della sua associazione, legata strettamente a fedeltà al lavoro, democrazia e Vangelo. Da queste vocazioni discendono le tre grandi preoccupazioni da sottoporre ai candidati: «Gli scenari generali ci inquietano molto. A partire dalla crisi e dalle difficoltà delle famiglie e dei disoccupati. Chiediamo a chiunque si candidi particolare attenzione al lavoro e alle povertà. Siamo molto impegnati, sia con gli ammortizzatori sociali, sia con la riqualificazione professionale e la ricollocazione, oltre che con il Fondo Famiglia-Lavoro diocesano, ma vorremmo più aiuto dalla Provincia. Inoltre abbiamo grandi preoccupazioni sull’intolleranza e, dunque, sull’accoglienza degli extracomunitari. Le perplessità sul pacchetto sicurezza sono notevoli, da parte nostra. Chiediamo ai candidati una particolare attenzione all’accoglienza condotta sì con fermezza, ma anche senza demagogie per non alimentare strumentalmente intolleranza e insicurezza. Chiediamo alle forze politiche comportamenti coerenti. La terza questione è la grande preoccupazione democratica: la delegittimazione del Parlamento e della magistratura non servono. Per questo chiediamo a chi governerà un equilibrio e un rinnovato impegno nel sostenere le istituzioni democratiche».
Il presidente zonale di Azione Cattolica, Marco Magni, parla di emergenza educativa: «Uno slogan facile da pronunciare, ma che l’Ac vuole fare proprio per andare oltre i proclami immediati. L’attenzione alle giovani generazioni la vorremmo quindi declinata nella concretezza anche delle competenze dell’amministrazione provinciale. Il ruolo di gestore delle scuole superiori è la via per svolgere attività di coordinamento e di servizio per ampliare l’offerta formativa delle scuole, fino a proporre politiche giovanili che diano spazio alla voglia di protagonismo dei giovani, voci che oggi rischiano di scomparire dai bilanci comunali sempre più in ristrettezze. Scopo ultimo sia quello di riaggregare i cittadini intorno alla politica, all’amministrazione pubblica dando ampi spazi di dialogo e confronto. Un’attenzione più generale da privilegiare infine: tenere sempre presente il criterio della sobrietà e dell’eliminazione degli sprechi in ogni ambito possibile».
Carlo Isacchi, presidente del Centro sportivo italiano di Lecco, conclude: «Siamo carenti di impianti sportivi per tutti. Quelli comunali ci sono e sono anche nuovi in molti casi, ma andrebbero aiutati anche i campetti di periferia, a livello oratoriale. Un aiuto per le strutture sportive in genere aiuterebbe tutti a fare sport al di là del puro agonismo». Azione Cattolica, Acli, Caritas e Csi, quattro organizzazioni cattoliche, tante istanze da proporre ai candidati presidenti della Provincia di Lecco. Istanze sociali, ma anche economiche, lavorative, sportive.Don Ettore Dubini, direttore della Caritas zonale, non ha dubbi: «Una delle attenzioni che il nuovo presidente dovrebbe avere è il sostegno e lo sviluppo per tutte le forme di volontariato che sono la vera ricchezza del territorio lecchese, già peraltro molto vivace e ricco. Il sostegno ai servizi, però, va incrementato. L’altro aspetto lo rileviamo dall’osservatorio speciale del Fondo Famiglia-Lavoro che gestiamo: stanno arrivando tante richieste per i contributi e questo ci parla di una crisi marcata, che tocca le classi più deboli, meno protette. Il territorio risente della crisi in modo molto forte . La gente ha veramente serie difficoltà. Per cui alla Provincia chiediamo di aiutare queste persone potenziando non solo gli ammortizzatori sociali, ma progettando un futuro dove il lavoro venga messo al primo posto». L’ultima istanza è quella dell’accoglienza: «Lecco sta diventando una città molto frequentata da lavoratori stranieri ed extracomunitari, con tutti i problemi che questo comporta. L’osservatorio della mensa Caritas ci dice che questi stranieri necessitano di maggiori attenzioni».Claudio Cereghini, presidente delle Acli di Lecco, ricorda la mission della sua associazione, legata strettamente a fedeltà al lavoro, democrazia e Vangelo. Da queste vocazioni discendono le tre grandi preoccupazioni da sottoporre ai candidati: «Gli scenari generali ci inquietano molto. A partire dalla crisi e dalle difficoltà delle famiglie e dei disoccupati. Chiediamo a chiunque si candidi particolare attenzione al lavoro e alle povertà. Siamo molto impegnati, sia con gli ammortizzatori sociali, sia con la riqualificazione professionale e la ricollocazione, oltre che con il Fondo Famiglia-Lavoro diocesano, ma vorremmo più aiuto dalla Provincia. Inoltre abbiamo grandi preoccupazioni sull’intolleranza e, dunque, sull’accoglienza degli extracomunitari. Le perplessità sul pacchetto sicurezza sono notevoli, da parte nostra. Chiediamo ai candidati una particolare attenzione all’accoglienza condotta sì con fermezza, ma anche senza demagogie per non alimentare strumentalmente intolleranza e insicurezza. Chiediamo alle forze politiche comportamenti coerenti. La terza questione è la grande preoccupazione democratica: la delegittimazione del Parlamento e della magistratura non servono. Per questo chiediamo a chi governerà un equilibrio e un rinnovato impegno nel sostenere le istituzioni democratiche».Il presidente zonale di Azione Cattolica, Marco Magni, parla di emergenza educativa: «Uno slogan facile da pronunciare, ma che l’Ac vuole fare proprio per andare oltre i proclami immediati. L’attenzione alle giovani generazioni la vorremmo quindi declinata nella concretezza anche delle competenze dell’amministrazione provinciale. Il ruolo di gestore delle scuole superiori è la via per svolgere attività di coordinamento e di servizio per ampliare l’offerta formativa delle scuole, fino a proporre politiche giovanili che diano spazio alla voglia di protagonismo dei giovani, voci che oggi rischiano di scomparire dai bilanci comunali sempre più in ristrettezze. Scopo ultimo sia quello di riaggregare i cittadini intorno alla politica, all’amministrazione pubblica dando ampi spazi di dialogo e confronto. Un’attenzione più generale da privilegiare infine: tenere sempre presente il criterio della sobrietà e dell’eliminazione degli sprechi in ogni ambito possibile».Carlo Isacchi, presidente del Centro sportivo italiano di Lecco, conclude: «Siamo carenti di impianti sportivi per tutti. Quelli comunali ci sono e sono anche nuovi in molti casi, ma andrebbero aiutati anche i campetti di periferia, a livello oratoriale. Un aiuto per le strutture sportive in genere aiuterebbe tutti a fare sport al di là del puro agonismo».

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