Ad Arese scatta la cassa integrazione per 358 lavoratori. Per i sindacati si tratta dell'anticamera del licenziamento. La Regione manifesta solidarietà e mette a disposizione un miliardo e mezzo di euro di ammortizzatori sociali� -

Silvio MENGOTTO
Redazione

Si torna a parlare dell’Alfa Romeo di Arese. Per 358 lavoratori la Fiat dispone un nuovo periodo di cassa integrazione (Cig) che terminerà senza una prospettiva concreta. Secondo Paolo Milani, della Fim-Cisl, «si sta praticando l’atto finale della chiusura di Arese». Di fatto si è deciso di abbandonare il progetto alternativo di costruire, pur gradualmente, il polo ecologico dell’auto. «Nella sostanza – continua Milani -, il polo ecologico è fallito».
Oggi sull’area ex Alfa Romeo sono presenti investimenti che riguardano l’Expo, non ci sono atti concreti sui quali sviluppare altri ragionamenti anche perché i sindacati sono esclusi. Ad Arese, da ieri è scattata una Cig a perdere: per 358 lavoratori inizia un periodo di sette settimane di Cig. Se non si svilupperanno prospettive nel futuro dei lavoratori, tutti i sindacati considerano tale periodo l’anticamera della scelta, per i lavoratori, tra la possibilità di trasferirsi a Balocco o Mirafiori, oppure di concludere il periodo di Cig nel licenziamento. Balocco e Mirafiori non sono la soluzione: forse solo i giovani lavoratori potrebbero trovarvi una sistemazione lavorativa, ma per la maggioranza la parabola di questa proposta fa precipitare la situazione al 2004, quando si azzerarono le prospettive occupazionali.
Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, che ha seguito in prima persona l’intera vicenda di Arese, ha inviato ai lavoratori una lettera di solidarietà e l’assicurazione di seguire in prima persona tutti gli sviluppi della situazione. Citando l’accordo tra Governo e Regione sugli ammortizzatori sociali, Formigoni ha assicurato che metterà a disposizione 1,5 miliardi di euro perché «nessuno sarà lasciato solo di fronte alla crisi».
Una solidarietà gradita e ben accolta dai sindacati, i quali auspicano che possa tradursi anche nella ricerca di soluzioni occupazionali alternative. Per Milani, se la metà dei lavoratori in Cig «riuscirà a trovare una occupazione sarà un grande successo». Tutte le organizzazioni sindacali si aspettano dall’azienda una risposta che non si fermi solo alla Cig, soprattutto nell’area milanese, dove molti lavoratori dell’ex Alfa Romeo potrebbero trovare un lavoro proprio nelle aziende collegate al mondo automobilistico. Si torna a parlare dell’Alfa Romeo di Arese. Per 358 lavoratori la Fiat dispone un nuovo periodo di cassa integrazione (Cig) che terminerà senza una prospettiva concreta. Secondo Paolo Milani, della Fim-Cisl, «si sta praticando l’atto finale della chiusura di Arese». Di fatto si è deciso di abbandonare il progetto alternativo di costruire, pur gradualmente, il polo ecologico dell’auto. «Nella sostanza – continua Milani -, il polo ecologico è fallito».Oggi sull’area ex Alfa Romeo sono presenti investimenti che riguardano l’Expo, non ci sono atti concreti sui quali sviluppare altri ragionamenti anche perché i sindacati sono esclusi. Ad Arese, da ieri è scattata una Cig a perdere: per 358 lavoratori inizia un periodo di sette settimane di Cig. Se non si svilupperanno prospettive nel futuro dei lavoratori, tutti i sindacati considerano tale periodo l’anticamera della scelta, per i lavoratori, tra la possibilità di trasferirsi a Balocco o Mirafiori, oppure di concludere il periodo di Cig nel licenziamento. Balocco e Mirafiori non sono la soluzione: forse solo i giovani lavoratori potrebbero trovarvi una sistemazione lavorativa, ma per la maggioranza la parabola di questa proposta fa precipitare la situazione al 2004, quando si azzerarono le prospettive occupazionali.Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, che ha seguito in prima persona l’intera vicenda di Arese, ha inviato ai lavoratori una lettera di solidarietà e l’assicurazione di seguire in prima persona tutti gli sviluppi della situazione. Citando l’accordo tra Governo e Regione sugli ammortizzatori sociali, Formigoni ha assicurato che metterà a disposizione 1,5 miliardi di euro perché «nessuno sarà lasciato solo di fronte alla crisi».Una solidarietà gradita e ben accolta dai sindacati, i quali auspicano che possa tradursi anche nella ricerca di soluzioni occupazionali alternative. Per Milani, se la metà dei lavoratori in Cig «riuscirà a trovare una occupazione sarà un grande successo». Tutte le organizzazioni sindacali si aspettano dall’azienda una risposta che non si fermi solo alla Cig, soprattutto nell’area milanese, dove molti lavoratori dell’ex Alfa Romeo potrebbero trovare un lavoro proprio nelle aziende collegate al mondo automobilistico.

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