Luisa BOVE
Redazione

Il «Centro Coscienza», un’associazione attiva dal 1938, da anni opera all’interno della casa di reclusione di Bollate. «Quest’anno la direttrice ci ha chiesto di lavorare al 4° reparto dove ci sono detenuti che hanno scelto di fare un percorso riabilitativo», dice Anna Bevilacqua. L’idea è stata quella di proporre attività culturali, «ma intese come sviluppo di tutte le dimensioni dell’uomo, non solo della mente». Per questo i volontari hanno realizzato corsi di lettura meditativa, fotografia, cucina e ora il cineforum. «Abbiamo fatto una riunione con i detenuti che hanno proposto alcuni titoli di film», spiega Bevilacqua. Il primo è stato «Fame chimica», un film-documentario che si svolge alla Barona, «una periferia nella quale molti detenuti si sono riconosciuti e alla fine hanno parlato dei loro vissuti», poi «Le vite degli altri» e «I cento passi». Il cineforum si svolge il sabato pomeriggio, «quando in carcere c’è un’atmosfera completamente diversa, con pochissimi volontari e quasi tutte le attività sono sospese». La proiezione si conclude con la merenda, «un’occasione di condivisione che apprezzano sempre molto», intanto continuano i commenti e le riflessioni. «Non è facile trovare il film giusto: deve avere un significato e un finale non negativo, ma che dia speranza». Il «Centro Coscienza», un’associazione attiva dal 1938, da anni opera all’interno della casa di reclusione di Bollate. «Quest’anno la direttrice ci ha chiesto di lavorare al 4° reparto dove ci sono detenuti che hanno scelto di fare un percorso riabilitativo», dice Anna Bevilacqua. L’idea è stata quella di proporre attività culturali, «ma intese come sviluppo di tutte le dimensioni dell’uomo, non solo della mente». Per questo i volontari hanno realizzato corsi di lettura meditativa, fotografia, cucina e ora il cineforum. «Abbiamo fatto una riunione con i detenuti che hanno proposto alcuni titoli di film», spiega Bevilacqua. Il primo è stato «Fame chimica», un film-documentario che si svolge alla Barona, «una periferia nella quale molti detenuti si sono riconosciuti e alla fine hanno parlato dei loro vissuti», poi «Le vite degli altri» e «I cento passi». Il cineforum si svolge il sabato pomeriggio, «quando in carcere c’è un’atmosfera completamente diversa, con pochissimi volontari e quasi tutte le attività sono sospese». La proiezione si conclude con la merenda, «un’occasione di condivisione che apprezzano sempre molto», intanto continuano i commenti e le riflessioni. «Non è facile trovare il film giusto: deve avere un significato e un finale non negativo, ma che dia speranza».

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