L'esperienza da poco attiva alla Beata Vergine Addolorata in Morsenchio, che presso l'oratorio di viale Ungheria accoglie bambini da zero a tre anni accompagnati da mamme o nonne


Redazione

13/05/2008

di Luisa BOVE

È nata nell’ottobre scorso, nella parrocchia Beata Vergine Addolorata in Morsenchio, un’iniziativa particolare. Si chiama “Spazio baby”, aperto il lunedì e il venerdì (dalle 10 alle 12) presso l’oratorio di viale Ungheria per bambini da zero a tre anni accompagnati da mamme o nonne.

«A partire dal tema della famiglia promosso in diocesi – spiega il parroco don Giuseppe Facchineri – abbiamo cercato di capire cosa voleva dire realizzare qualcosa di concreto per le famiglie». Molte giovani coppie, sposate da poco e con figli piccoli, mancano a volte di una rete relazionale significativa: sono infatti immigrati o persone trasferitesi a Milano per lavoro e che non possono più contare sull’aiuto dei nonni. Per loro il rischio di solitudine e isolamento è alto: «Per questo abbiamo pensato di creare un contesto di relazioni, soprattutto per chi ha un bambino e rischia di rimanere chiuso in casa».

Oggi lo “Spazio baby” è frequentato in media da 10-15 famiglie, di cui due straniere, accolte da quattro volontarie a turno. Mamme e nonne si incontrano e giocano con figli e nipoti in un contesto familiare. La proposta è stata accolta con entusiasmo, anche perché in quartiere non c’è molto: «A Ponte Lambro esiste l’associazione “Il tempo e poi”, ma da noi in viale Ungheria mancava un riferimento». Il progetto è ancora in via sperimentale, ma i primi risultati già si vedono.

«Il desiderio è anche quello di far “passare” qualche contenuto formativo – dice il parroco -. Non vogliamo proporre un incontro formale, ma, a partire dalla cura dei bambini, affrontare tematiche che riguardano le mamme e offrire qualche spunto di riflessione sull’educazione». L’idea è che l’anno prossimo lo spazio sia aperto tutta la settimana, creando occasioni aggregative al mattino anche per le persone avanti negli anni e spesso sole: «Vorremmo infatti favorire la bella sintonia che esiste tra gli anziani e i bambini», spiega don Facchineri.

Un altro sogno nel cassetto, e sempre nella linea del sostegno alle famiglie, è quello di creare un doposcuola. Intanto esiste già il gruppo sportivo che organizza, oltre al calcio, corsi di pallavolo, basket e soprattutto judo, «che in contesto come il nostro riesce ad aggregare anche ragazzi extracomunitari».

Tutte queste iniziative, continua don Giuseppe, «si inseriscono in un contesto di sensibilità viva in cui la parrocchia è vista come riferimento importante». La comunità del Forlanini sta già guardando avanti, alla nascita del quartiere Santa Giulia, «dove giungeranno nuove famiglie che potranno trovare da noi spazi di accoglienza». Don Facchineri non dimentica neppure le situazioni di difficoltà degli sposi (conviventi, separati…) e vorrebbe proporre «percorsi per le coppie che hanno il cuore “ferito”, come dice l’Arcivescovo. Sentiamo il bisogno di dare sostegno anche a queste famiglie».

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi