Il 28 febbraio all'istituto "Bertarelli" si terrà un seminario promosso dall'Ufficio scolastico provinciale al quale interverrà anche la diocesi con alcuni rappresentanti di settore


Redazione

22/02/2008

di Luisa BOVE

Da alcuni mesi la diocesi di Milano partecipa al tavolo di lavoro provinciale e regionale sul bullismo. Coinvolti in prima persona sono i responsabili della Pastorale giovanile, della Fom e dell’Educazione scolastica. «Ci teniamo alla scuola e lavoriamo direttamente a questi tavoli portando i nostri contributi», dice don Michele Di Tolve, che per anni ha insegnato religione e dal settembre scorso è responsabile del Servizio Irc della diocesi.

«Siamo molto contenti e ci sentiamo ancora più corresponsabili perché la scuola sia sempre più impegnata a educare ai valori che saranno la vera garanzia per una crescita sana dei nostri ragazzi», scriveva l’8 gennaio scorso in una lettera inviata all’Ufficio scolastico regionale per chiedere di introdurre nelle scuole statali 100 ore di tirocinio per i futuri insegnanti di religione.

Il 28 febbraio alle 9, presso l’Istituto professionale “Bertarelli” di Milano (corso di Porta Romana 110) si terrà un seminario dal titolo “Il fenomeno del bullismo: cosa stiamo facendo?”, promosso dall’Ufficio scolastico provinciale. Molti gli interventi in programma: dirigenti scolastici, psicologo, sostituto procuratore, giudice, dirigente Asl, Servizi ai minori…

Oltre a diversi rappresentanti di associazioni e unioni professionali impegnate in ambito scolastico, interverranno monsignor Severino Pagani, Vicario episcopale per la Pastorale giovanile; don Massimiliano Sabbadini, responsabile del Servizio per i ragazzi, gli adolescenti e l’oratorio; don Michele Di Tolve del Servizio per l’Insegnamento della religione cattolica.

E’ la prima volta che rappresentanti di settori pastorali della diocesi partecipano a un’iniziativa come questa confrontandosi a pieno titolo con le altre istituzioni del territorio. Nel corso del convegno sarà inoltre presentato un Vademecum sul bullismo e un Patto educativo che sarà firmato da famiglie, studenti, scuole, parrocchie, amministrazioni locali.

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