Un'ondata di richieste d'aiuto ha travolto le strutture d'emergenza degli ospedali milanesi. Nuove sperimentazioni per ovviare al problema

di Cristina CONTI

Allarme pronto-soccorso a Milano. Gli ospedali milanesi sono al collasso. Barelle introvabili, sistema informatico in tilt, posti esauriti nei reparti e lunghe ore di attesa per una visita urgente. Polmoniti e bronchiti sono in aumento e quest’anno, complici i continui sbalzi di temperatura e l’inquinamento, si è registrato un numero di ricoveri record. «Abbiamo registrato soprattutto un altissimo numero di anziani colpiti più volte da queste forme», precisa Carlo Nicora, direttore sanitario di Niguarda.

Secondo un monitoraggio realizzato dal 118 nell’ultima settimana di febbraio, i pronto-soccorso della città sono in difficoltà. C’è chi li usa come alternativa al medico di famiglia, chi deve essere ricoverato e chi deve essere medicato con urgenza.

Per far fronte all’ondata di richieste d’aiuto non mancano ospedali che, a volte, sono costretti a trasferire i pazienti nell’hinterland, come il Niguarda. E nessun ospedale è escluso dall’invasione di malati, dal San Raffaele al San Paolo, dal Policlinico al San Carlo, dove pochi giorni fa la situazione si è complicata ulteriormente a causa di un black-out, che ha reso impossibile per ore rilasciare persino i referti.

«Gli anziani e i malati cronici sono in aumento – spiega Gaetano Iapichino, responsabile dell’area di coordinamento per l’Emergenza-Urgenza di Milano -. Così i posti-letto nei reparti degli ospedali sono spesso al completo. E i pazienti in pronto-soccorso attendono di essere ricoverati in astanteria o su lettini volanti».

Intanto manager e direttori sanitari cercano di correre ai ripari e di avviare nuove sperimentazioni, in collaborazione con l’Assessorato alla Sanità. Il neo direttore generale del Fatebenefratelli, Girolamo Corno, per esempio, propone di creare un pronto soccorso ad hoc per chi ha problemi agli occhi: «Quarantamila pazienti si rivolgono ogni anno all’Oftalmologico, che oggi fa sempre capo a via Castelfidardo. Entro aprile ci sarà un pronto-soccorso dedicato a queste emergenze in piazzale Principessa Clotilde, nel palazzo dove già vengono curate le malattie di questo tipo».

Al San Carlo, invece, si sta progettando un servizio formato da un medico e da un’infermiera, attivo dalle 11 del mattino alle 7 di sera, fine settimana compreso.

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