Il sindaco Attilio Fontana, il prevosto monsignor Gilberto Donnini e il direttore generale del Comitato organizzatore Gabriele Sola concordi nel sottolineare il valore promozionale che l'evento sportivo può avere per Varese


Redazione

24/09/2008

di Andrea GIACOMETTI

La grande macchina dei Mondiali di ciclismo targati Varese 2008 si è messa in moto e per una settimana farà sentire la sua ingombrante presenza per le vie della città. Le gare, infatti, si snodano anche su un circuito cittadino che ogni giorno crea diversi problemi alla viabilità ordinaria.

Come ha reagito la città secondo il primo cittadino, il sindaco Attilio Fontana? «Dopo un primo momento di freddezza, è subentrato lo spirito giusto, la voglia di partecipare a questo evento popolare». Tanti i segnali del cambio di marcia che è intervenuto: «Davvero numerosi sono i commercianti che hanno dedicato le loro vetrine all’evento. Molte le iniziative culturali e ricchi gli eventi collaterali offerti a ospiti e residenti».

Ma, al di là dell’evento, al sindaco Fontana non sfuggono i benefici che dai Mondiali derivano alla città: «È un’opportunità per far conoscere Varese ai tanti che, forse, non ci sarebbero mai venuti. Ho incontrato una delegazione australiana e una belga, e ho registrato giudizi entusiastici sulla città. Purtroppo sono ancora in pochi a conoscerla».

Si sofferma sulle opportunità che riguardano la città anche il prevosto di Varese, monsignor Gilberto Donnini: «I Mondiali di ciclismo sono certamente un evento di grande importanza, ma non bisogna dimenticare anche che essi si lasceranno dietro tracce utili alla città, opere pubbliche che non esauriranno la loro funzione nella settimana delle gare».

Il prevosto rimarca la sua attenzione verso la dimensione mondiale di questa manifestazione sportiva: «È un’occasione per aprire Varese a una prospettiva più ampia, per farla vivere in un’atmosfera tutt’altro che provinciale e chiusa. E questo è senza dubbio un bene e un aspetto positivo di questo evento». Previsto, nel calendario dell’evento, anche un momento spirituale: una fiaccolata, con recita del rosario, alle Cappelle del Sacro Monte.

Parola, infine, al direttore generale del comitato organizzatore Gabriele Sola: «Siamo molto orgogliosi di avere organizzato il più grande evento sportivo dell’anno targato made in Italy. Un appuntamento che avvantaggia la città dandole un’inusuale visibilità».

Sola ritiene che qualche problema legato alla manifestazione inaugurale (molti rimasti fuori dai cancelli) sia legato a un entusiasmo inatteso: «Ma in questa settimana abbiamo tutto il tempo di valorizzare il territorio, dato che il circuito si dipana tra strade e piazze dentro e fuori Varese. Un Mondiale che, come il precedente che si tenne qui nel ’51, sarà ricordato a lungo».

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