Il decano di Melegnano don Renato Mariani: «Chiediamo ai fedeli un occhio vigile sugli anziani»


Redazione

30/04/2008

di Filippo MAGNI

«A Melegnano le attenzioni nei confronti degli anziani non mancano, ma non sono mai abbastanza». Ne è convinto don Renato Mariani, decano dell’area melegnanese. «In città sono attivi 2 gruppi dedicati alla terza età, uno parrocchiale e uno comunale, al castello. Al primo partecipano 30 anziani, quasi tutte donne, che si ritrovano per 3 pomeriggi alla settimana e svolgono attività ricreative come tornei di carte e tombolate, ma anche culturali».
A questi luoghi di ritrovo si aggiunge il bar della parrocchia di San Gaetano della Provvidenza, aperto tutti i pomeriggi e frequentato da un buon numero di anziani, soprattutto uomini.

L’attenzione è rivolta anche a chi non può più spostarsi autonomamente. «Per loro c’è il gruppo Betania – prosegue il decano -, che per 3 giorni a settimana passa nelle case degli anziani non autosufficienti e li porta in parrocchia per tutta la giornata: trascorrono insieme la mattinata e il pomeriggio, pranzo compreso». A Melegnano è presente una casa di riposo che conta più di 250 ospiti: spiega don Mariani che «numerosi volontari dedicano il loro tempo anche a queste persone, magari per imboccarle o fare loro un po’ di compagnia».

Chi è entrato nella terza età si trova in una situazione di bisogno continua: necessita un accompagnamento per fare la spesa, per recarsi nei centri medici per visite e terapie, e non sempre la famiglia riesce a sostenere questo carico. «I figli sono pieni di impegni – aggiunge il decano -, la loro giornata è spesso occupata dal lavoro. Senza contare che gli anziani tengono a mantenere una loro dignità, se possono non vogliono pesare sui figli o dipendere da loro, chiedere continuamente aiuto per le questioni spicce».

Nei paesi intorno alla città di Melegnano la situazione è meno problematica: in località piccole è più semplice aiutarsi o venire a conoscenza di situazioni di bisogno. «Ma anche lì – conclude don Mariani – chiediamo ai parrocchiani, e in particolare ai ministri straordinari dell’Eucaristia, di avere un occhio vigile per intercettare i bisogni degli anziani, il cui unico desiderio è avere una casa accogliente e invecchiare serenamente».

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