Dal prossimo anno scolastico in Lombardia una nuova materia: educazione ambientale. Non argomento a sé stante, ma trasversalmente inserito in tutte le altre materie


Redazione

30/07/2008

di Fabio FLORINDI

Dall’anno prossimo l’educazione ambientale entrerà a far parte del curriculum scolastico di molti ragazzi lombardi. A prevederlo è il Protocollo d’intesa “per l’attuazione di un programma di informazione, formazione e educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile”, sottoscritto dall’Assessorato regionale alla qualità dell’ambiente e dall’Ufficio scolastico regionale (Usr), con il sostegno dell’Assessorato all’Istruzione, formazione e lavoro.

Con questo Protocollo la Regione Lombardia, prima in Italia e in Europa, ha recepito le indicazioni degli organismi internazionali (Onu e Unesco), dell’Unione europea e dell’accordo Stato-Regioni in materia di educazione ambientale e di educazione allo sviluppo sostenibile. L’educazione all’ambiente non è una nuova materia, ma, in base a un preciso programma che sarà definito da ciascuna scuola e nel piano dell’offerta formativa, rientrerà in modo trasversale in tutte le materie.

«La reputo una buona idea, volta a migliorare l’educazione ambientale nella scuola – afferma don Serafino Marazzini, responsabile della Pastorale scolastica della diocesi di Milano -. Condivido la scelta di non prevederla come disciplina a sé stante, privilegiando una visione trasversale che la presenta da diversi punti di vista».

Positivo anche il commento di Graziano Biraghi, presidente regionale dell’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc): «Il Protocollo d’intesa, recependo le sollecitazioni provenienti dai vari organismi internazionali e facendo leva sugli strumenti legislativi regionali e nazionali già in vigore, costituisce un ulteriore contributo allo sviluppo delle iniziative già in atto. È sicuramente positiva la sinergia tra la Regione Lombardia, l’Usr direzione generale e gli enti territoriali partecipanti all’intesa, perché con il piano triennale si favorirà lo sviluppo di nuove opportunità formative e di nuove risorse».

L’aspetto innovativo del Protocollo di intesa riguarda la correlazione tra educazione ambientale e le tematiche dello sviluppo sostenibile, «un binomio non sempre ben evidente nell’esperienza scolastica – continua Biraghi -, ma che in recenti sperimentazioni e proposte didattiche sta emergendo come prospettiva promettente. Per questo va salutato con interesse questo percorso di sperimentazione biennale che viene messo a disposizione per un gruppo di scuole dei diversi ordini e gradi».

E nei programmi cosa cambierà? «Difficile prevederlo – sostiene don Marazzini -. Ritengo che, valorizzando lo strumento dell’autonomia, ogni scuola, secondo il suo ordine e grado, adotterà le misure più opportune per ripensare e valorizzare i propri programmi e i percorsi riguardo l’educazione ambientale».

Per il progetto la Regione ha previsto un finanziamento di 120 mila euro, ma gli interrogativi sull’efficacia del Protocollo restano. Don Marazzini, però, non ha dubbi: «Questa collaborazione risulterà importante e preziosa non tanto perché attuerà un approccio nozionistico o statistico a questo insegnamento, ma soprattutto perché potrà offrire modalità, considerate tradizionalmente “meno” scolastiche, rivolte all’apprendimento e all’educazione personale e comunitaria di un tema – come quello ambientale – di grande rilievo per la qualità della vita di tutti. Sarà poi, per i milanesi, in particolare, significativo legare questo insegnamento al tema dell’Expo, che porta con sé lo slogan “Nutrire il Pianeta”. Una felice vicinanza e una bella occasione».

Più scettico, invece, Biraghi: «Sarà interessante attendere gli esiti del progetto biennale per raccogliere le indicazioni non solo sul raggiungimento degli obiettivi del Protocollo, ma, soprattutto, sulle prospettive di sviluppo e di finanziamento, con la distribuzione di ulteriori risorse, per assicurare una adeguata diffusione in tutte le scuole della Lombardia. Va sottolineato che una parte del finanziamento, previsto dal Protocollo, è finalizzato a migliorare, aumentare e rendere maggiormente disponibili i laboratori didattici presso parchi e siti di interesse ambientale, mostre itineranti, itinerari permanenti e le numerose iniziative di formazione e di studio che assicureranno una ricaduta immediata sulle attività già in atto nelle scuole».

«Il Protocollo, se svilupperà la capacità dei soggetti implicati di raggiungere buoni livelli di collaborazione e cooperazione, sollecitando la presenza attiva delle scuole nelle varie iniziative – prosegue Biraghi -, potrà certo facilitare un’assunzione sempre più decisa dell’educazione ambientale e dello sviluppo sostenibile nei progetti delle scuole, con una valorizzazione degli spazi di progettazione messi a disposizione dall’autonomia scolastica».

E sul perché sia stata proprio la Lombardia la prima Regione in Europa a recepire queste direttive, Biraghi non ha dubbi: «Certamente è il frutto dell’impegno dei Comuni, delle Province e della Regione, e di numerosi enti e associazioni presenti in Lombardia che, negli ultimi decenni, hanno sempre considerato i temi ecologici e di salvaguardia del territorio fattori di sviluppo culturale, sociale ed economico».

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