In tre anni un incremento del 26%. Il problema riguarda sia giovani che adulti. La Regione stanzia poco meno di mezzo milione di euro per i Centri di trattamento e riabilitazione attivati dalle Asl. Contributi anche dal Ministero della Solidarietà Sociale per un “sistema di allerta rapido”

di Cristina CONTI

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I malati di cocaina a Milano sono in aumento. In tre anni c’è stato un incremento del 26%. A lanciare l’allarme sono i dati del Rapporto annuale dell’Asl del capoluogo lombardo. «Sicuramente la diffusione è da imputare all’abbassamento del prezzo. Si cerca di aumentare il mercato riducendo il costo delle dosi», spiega il dottor Roberto Mollica, responsabile dell’Osservatorio del dipartimento delle dipendenze patologiche della Asl città di Milano.

Un problema che riguarda in modo trasversale adulti e ragazzi. I primi cercano nella droga un aiuto per migliorare le proprie prestazioni lavorative e relazionali. Per i secondi, invece, le cause sono più profonde. «Negli ultimi dieci anni alla base del problema ci sono il capriccio e la mancanza di educazione familiare. L’assenza di motivazioni e l’eccessivo benessere rendono i ragazzi svogliati, pronti a lasciarsi andare facilmente di fronte alle difficoltà della vita», spiega don Antonio Mazzi, fondatore di “Exodus”. Ma carente, oggi, è anche il dialogo tra genitori e figli: ai ragazzi spesso manca una guida, qualcuno con cui confrontarsi, parlando di valori e di priorità.

Per arginare l’emergenza la Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Famiglia e alla solidarietà sociale Gian Carlo Abelli, ha stanziato 448 mila euro. «Il nostro obiettivo è quello di dare una mano ai servizi che le Asl hanno attivato per i tossicodipendenti e permettere una migliore assistenza», ha spiegato.

I fondi verranno suddivisi tra le Asl che hanno dato il via a “Centri per il trattamento e la riabilitazione dei cocainomani”: 45 mila per quelli con più di 50 utenti, 25 mila per quelli con un numero inferiore. Il coordinamento tecnico dell’intera iniziativa è stato affidato all’Asl di Varese. I centri di sperimentazione, invece, dipenderanno dai Sert di Brescia e Milano.

Un aiuto consistente arriva anche dal Ministero della Solidarietà Sociale, che ha individuato nella Lombardia la Regione capofila del progetto “Sperimentazione del Sistema di Allerta Rapido (Sar) nell’area delle tossicodipendenze”, assegnandole un contributo di 380 mila euro. Una scelta molto significativa e dettata dall’impegno che la Regione ha avuto in questi ultimi anni nel settore.

«La Lombardia è tra le prime Regioni d’Italia ad aver sviluppato un sistema di allerta e previsione della diffusione delle droghe», dicono dal Ministero. Il progetto, biennale, sarà sostenuto anche dalla rete di servizi di emergenza, compresi 118 e pronto soccorso, dalle forze dell’ordine, dalle Asl e dai centri antiveleni, che hanno sede presso l’Ospedale Niguarda di Milano e negli ospedali di Bergamo e Pavia.

 

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