Il capoluogo e la “città-giardino” in testa alla classifica lombarda del rincaro dei prezzi registrato nell’ultimo anno

di Cristina CONTI

spesa

Fare la spesa in Lombardia costa più di un anno fa. Secondo l’ultima rilevazione dei prezzi di alcuni beni e servizi di largo consumo a Monza e in Lombardia, realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza con il coordinamento scientifico di Ref Ricerche, in 12 mesi c’è stato un incremento dell’1,2%, circa 28 euro in più.

Tra le città, Milano e Varese sono le più “salate”. Nella prima si registra l’8,5% rispetto alla media regionale, mentre nella seconda l’8,4%. A crescere sono soprattutto i prodotti alimentari, che hanno visto un più 4,5% a Varese e un +2,2% nella città metropolitana. Bergamo è invece la città più economica, con un -6,7% rispetto alla media lombarda. Seguono Como, Mantova, Cremona e Lodi.

Tonno, olio, pasta di grano duro, burro e merende preconfezionate. Questi i generi alimentari che hanno visto i maggiori rialzi in Lombardia nell’ultimo anno. La situazione è comunque in miglioramento: sei mesi fa, infatti, la spesa complessiva si attestava al 2,6% in più.

Per risparmiare è importante stare attenti alle offerte: controllare gli sconti può portare a un taglio sui costi dal 20 al 36%. A far ricorso alle promozioni è soprattutto la grande distribuzione che mette in saldo il 30% dei prodotti venduti, un dato ai massimi storici. «In un periodo di difficoltà le famiglie adottano strategie per rispondere ai propri bisogni, facendo conto con un reddito disponibile che è ridotto. Accanto ai soldi, alle promozioni attendiamo provvedimenti strutturali per la crescita e per far ripartire il mercato intero», ha commentato Giuseppe Meregalli, presidente dell’Unione Commercianti di Monza e Brianza.

Rincari anche per il costo dei servizi. Le consumazioni al bar costano in media l’1,3% in più rispetto allo scorso anno, mentre un pranzo in pizzeria costa lo 0,8% in più. Nel dettaglio i prezzi per la colazione fuori casa sono saliti soprattutto a Cremona e Varese, con rispettivamente 2,34 euro e 2,39 per cappuccino e brioches. Le città più economiche sono invece Brescia e Milano, con 2,27 euro. Per la pizzeria i costi più alti sono a Pavia (11,21 euro) e Varese (11,19 euro). A Monza invece i servizi sono diminuiti in un anno, con un -0,4%. Qui sono scesi anche i costi per il parrucchiere: -8% per l’uomo e -6,8% per la donna, rispetto al +0,3 e al +0,8% per il resto della Lombardia.

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