Compie 25 anni il “sostegno a distanza” promosso dai Frati Missionari Cappuccini: sono 10.605 i bambini aiutati. Nel 2019, 76 in meno. Padre Pacchioni: «E' solo grazie alla generosità di tanti che con tenacia e buona volontà continuano la loro opera caritatevole che i bambini più sfortunati possono avere la speranza di un futuro migliore»

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Compie 25 anni il “sostegno a distanza” promosso dai Frati Missionari Cappuccini di Piazzale Cimitero Maggiore 5 a Milano.
Sono 10.605 i bambini ai quali è stata garantita un’adeguata alimentazione, le necessarie cure mediche e l’accesso agli studi; vivono in Brasile, Thailandia, Eritrea, Etiopia, Camerun, Kenya e Costa d’Avorio dove i bambini e giovani seguiti dai Cappuccini sono quest’anno 2.183.

«Il sostegno a distanza permette di sopravvivere, crescere e formarsi dignitosamente nel luogo in cui si è nati diventando adulti autonomi e indipendenti, capaci anche di migliorare la propria realtà locale – spiega il responsabile del Centro Missionario Padre Marino Pacchioni –. Nelle nostre Missioni, le prime adozioni sono state avviate circa trent’anni fa poi dal 1995 abbiamo strutturato il servizio. I benefattori non sono mai mancati nemmeno in tempi critici anche per l’economia italiana. Nel 2019 abbiamo avuto un calo ‘solo’ di 76 adozioni. E’ solo grazie alla generosità di tanti che con tenacia e buona volontà continuano la loro opera caritatevole che i bambini più sfortunati possono avere la speranza di un futuro migliore».

Alcune testimonianze:

Costa d’Avorio
Kehi Bila Privat oggi padre di famiglia con 5 figli, è stato uno dei primi beneficiari indiretti del “sostegno a distanza” da parte di una famiglia italiana attraverso le Missioni dei Frati Cappuccini di Lombardia. Era un orfano di padre nel villaggio di Kouepleu, Bokoui Victor nell’Ovest ivoriano. La mamma era rimasta sola “con un esercito di figli da mantenere”. Grazie agli aiuti dall’Italia, la famiglia ha potuto andare avanti e oggi il sig. Privat è diventato a sua volta collaboratore dei Frati per l’organizzazione del sostegno a distanza nella sua regione.

Thailandia
Giuseppe Phirapong Sumek è un thailandese di 28 anni entrato nel progetto ‘Sostegno a distanza’ nel 2008 a 16 anni. All’epoca il giovane viveva con i genitori e due fratelli più piccoli in condizioni precarie: la madre casalinga, il padre muratore e contadino a chiamata, costretto a fare molti sacrifici e a chiedere continuamente prestiti per mantenere la famiglia e mandare i figli a scuola. Grazie al sostegno a distanza Giuseppe è riuscito a completare brillantemente i suoi studi: dopo aver frequentato una scuola cattolica si è iscritto alla Facoltà di Scienze Infermieristiche dove si è laureato nel 2015 con ottimi voti. Oggi lavora nell’ospedale locale. “E’ difficile descrivere a parole quanto mi abbia arricchito interiormente l’esperienza con Giuseppe e il forte legame spirituale che si è creato fra noi nonostante i moltissimi chilometri di distanza – commenta la signora milanese sostenitrice di Giuseppe dal 2008 al 2015 -. Ci vuole davvero poco per cambiare la vita di questi bambini e ciò che si riceve in cambio è davvero molto di più! Ringrazio ancora il Signore per avere messo sul mio cammino questa splendida opportunità”.

Per sostenere un bimbo a distanza attraverso Missioni Estere Onlus: https://www.missioni.org/en/remote-support/

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