Grazie all’Esposizione, secondo la Camera di Commercio, aumenteranno gli scambi internazionali e la visibilità del made in Italy in tutto il mondo

di Cristina CONTI

Expo

Sono già diecimila gli incontri tra i mille imprenditori stranieri, che da maggio a ottobre sono a Milano, e altrettanti milanesi e lombardi. Momenti organizzati per firmare nuovi contratti che hanno visto come protagonista la Camera di Commercio della città metropolitana attraverso l’azienda speciale Promos.

Tra i diversi interlocutori ci sono Cina, Giappone, America Latina, Turchia, Polonia, Birmania, Francia e Austria. Gli incontri sono aperti previa iscrizione al sito www.promos-milano.it/Promos-Per-Expo2015, una pagina dedicata al business internazionale per Expo. Un modo per incrementare la presenza dei prodotti italiani nel mondo. Grazie all’Esposizione Universale, infatti, secondo la Camera di Commercio, aumenteranno gli scambi internazionali e la visibilità del made in Italy in tutto il mondo.

E in questo clima di incremento degli affari globali, nasce anche una nuova figura di professionisti, i mediatori internazionali di business, veri e propri esperti in grado di consigliare le aziende su come promuovere e distribuire i propri prodotti su scala mondiale. «Milano rappresenta quasi un settimo dell’interscambio nazionale, con il 9% delle esportazioni italiane nel 2014 (37 miliardi su 398) e il 16 dell’import (57 miliardi su 355). Ecco perché la Camera di Commercio ha voluto creare una nuova figura di mediatore non solo degli affari, ma anche culturale, specializzata negli scambi con l’estero», spiega Bruno Ermolli, presidente di Promos, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano. Nell’anno di Expo sono già 150 i professionisti diplomati in questo settore. Esperti che possono aiutare a far crescere le imprese grazie allo sviluppo del business estero.

La formazione di queste nuove figure avviene attraverso il Nibi (Nuovo Istituto di Business Internazionale) creato da Promos nel 2008. Il master dura un anno per un totale di 300 ore e prevede al termine del percorso in aula l’elaborazione di un project work relativo all’ambito di interesse dei partecipanti. Chi non ha un’azienda di provenienza può lavorare con realtà individuate da Nibi.

Tante sono già le nuove idee di export nel mondo sviluppate dagli studenti. Dalle strategie di ingresso nel nuovo mercato africano, alla vendita del toiletry made in Italy nella grande distribuzione messicana, dall’e-commerce all’estero nel settore alimentare allo scambio di innovazione tra Milano e Maghreb, fino alla consulenza finanziaria per lo sviluppo internazionale.

 

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