Domenica, il “Giardino” con tutte le sue nuove strutture architettoniche, oltre agli alberi, verrà aperto ufficialmente. Tante le personalità presenti per l’intera giornata articolata in diversi momenti, dalla riflessione al dialogo, dalla musica alla convivialità, passando dalle visite guidate per grandi e piccoli

di Annamaria Braccini

Gabriele Nissim al Monte Stella
Gabriele Nissim in occasione di un evento al Monte Stella

Un’inaugurazione per trasformare un luogo – comunque bellissimo, importante ed evocativo -, in un Museo civico a cielo aperto delle convivenza tra le fedi e le culture e del ricordo che insegna al domani
È il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, ospitato al Monte Stella di Milano. Una struttura architettonica unica al mondo che è diventata punto di riferimento per gli oltre 100 Giardini  nati in Italia, in Europa e in Medio Oriente in seguito alle Celebrazioni della Giornata Europea dei Giusti.
«Per questo occorreva un’inaugurazione che sottolineasse questa evoluzione», spiega Gabriele Nissim, presidente di Gariwo-La Foresta dei Giusti, parlando di «data storica». Quella di domenica 6 ottobre, quando per un’intera giornata, si alterneranno eventi, riflessioni, incontri, momenti musicali, di happening, conviviali e visite guidate. L’Arcivescovo sarà al Monte Stella alle ore 12.30. Presenti, in diversi orari, personalità e autorità, tra cui la senatrice a vita Liliana Segre, che aprirà, alle 10.30, con una sua testimonianza, l’evento d’inaugurazione. Con lei il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiana, Giorgio Mortara, Marco Rasconi della Commissione Centrale di Beneficenza della Fondazione Cariplo e lo stesso presidente Nissim. E, poi, tra gli altri, il già sindaco di Milano Giuliano Piasapia, il rabbino capo della Comunità Ebraica di Milano, rav Alfonso Arbib; il vicepresidente Yusuf Abd al-Hakim Carrara e il responsabile per il dialogo interreligioso Abd al-Ghafur Masotti in rappresentanza del COREIS; il console onorario d’Armenia in Itala, Pietro Kaciukian (proprio per dire i tanti genocidi del mondo, come quello armeno del 1917).
«Dopo tutte le battaglie fatte, anche in Europa, non solo per difendere il Giardino, ma per promuovere un concetto nuovo come è quello del “giusto universale”, ci è sembrato importante avere una struttura che durasse nel tempo. Oggi il Giardino diventa un tempio della giustizia e della tolleranza. Non è un memoriale, ma un luogo attivo di educazione alla responsabilità che lega il passato al presente e che invita i giovani a riflettere sulla storia per affrontare le sfide del nostro tempo».
Da qui, l’ideazione di un percorso tra alberi, sentieri, muretti e targhe dove sono incisi i nomi dei Giusti. «Una struttura permanente in cui il visitatore può virtualmente “dialogare” con i personaggi ricordati nel Giardino». Predisposti anche 2 ambienti in cui sostare: il primo – un raccolta piazzetta chiamata “Spazio del dialogo” -, in cui le persone possono riflettere da sole o in piccoli gruppi; l’altro è un anfiteatro (intitolato alla memoria di Ulianova Radice) circondato dagli alberi, dove i giovani si possono confrontare con i loro insegnanti sul concetto di responsabilità.
«Chi arriverà può anche contare su guide professioniste, che, su prenotazione, illustrano la storia del Giardino e raccontano le vicende storiche dei Giusti. Inoltre vi è la possibilità – continua Nissim – di scaricare un’app, per fruire di un’innovativa audioguida attraverso cui conoscere gli avvenimenti di tutti i genocidi e le biografie di ogni figura onorata nel Giardino. Pensiamo che, sempre di più – come già peraltro avviene – il Giardino sarà un luogo da visitare a Milano, come i Duomo, il Castello Sforzesco o il Teatro alla Scala».

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