Visita all'area confiscata alla ’ndrangheta e convertita al bene comune e incontro con gli oratori estivi di Cisliano e Gaggiano, che in questi giorni riflettono sulla legalità e sulla giustizia sociale guidati dall'esempio di don Pino Puglisi, martire della mafia

di Cristina Conti

Libera Masseria Cisliano
Attività alla Libera Masseria di Cisliano

Una riflessione sulla legalità e la giustizia sociale. Nella terza settimana dell’oratorio estivo – durante la quale la figura di riferimento per le attività dei ragazzi e dei loro animatori sarà il beato don Pino Puglisi, martire della mafia -, mercoledì 26 giugno, dalle 15 alle 16.30, l’Arcivescovo incontrerà i ragazzi degli oratori di Cisliano e Gaggiano alla Libera Masseria di Cisliano, bene confiscato alla ’ndrangheta e convertito ad attività di utilità sociale.

La Masseria fu confiscata in via definitiva al clan Valle-Lampada il 13 ottobre 2014. È una proprietà che si estende su un’area di circa 10 mila mq, composta da una palazzina con quattro appartamenti, due sale ristorante, un chiosco bar, una sala per feste, un giardino con piscina e un salone polivalente per esposizioni e riunioni. «Alla fine del 2014 è stato rubato il cancello e sono state fatte devastazioni, perché volevano che questa struttura non fosse più di nessuno. Ma noi non ci siamo lasciati sopraffare. Abbiamo dormito dentro e continuato la ristrutturazione», sottolinea don Massimo Mapelli, responsabile della Caritas per la Zona VI. Gli atti vandalici sono continuati fino al maggio del 2015. Poi U.c.a.p.te, insieme alla stessa Caritas e al Comune di Cisliano, si è fatta carico della sua tutela e del suo utilizzo a scopi sociali. Grazie a campi di volontariato e alle Giornate di responsabilità sociale, gli spazi – comuni, ripuliti e risanati – sono stati utilizzati per riunioni e feste. Nell’aprile di quest’anno, inoltre, a U.c.a.p.te è stata assegnata provvisoriamente anche una villetta nel Comune di Arluno, anch’essa posta sotto sequestro alla ’ndrangheta. Così come la Masseria necessita ancora di lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione, anche la villetta deve essere sistemata per poter essere riutilizzata. «Qui in questi anni 6.700 ragazzi hanno partecipato a campi estivi sulla giustizia sociale e la corruzione -, continua don Mapelli -, ascoltando le testimonianze dirette di chi ha denunciato la famiglia Valle e sul tema dei minori non accompagnati che arrivano in Italia. E poi ci sono appartamenti a disposizione delle famiglie del territorio che si trovano in difficoltà».

Un territorio con grandi sacche di povertà, dove altri 117 immobili sono stati confiscati e utilizzati per aiutare le persone che hanno più bisogno. «Il nostro obiettivo è quello di aiutare i ragazzi che abitano qui ad accorgersi delle problematiche della realtà in cui vivono – precisa don Mapelli -. Devono scegliere da che parte stare. La mafia e la corruzione sono presenti anche qui, non solo in Sicilia e in Calabria». E proprio in questo si inserisce la figura di don Pino Puglisi, sacerdote che non accettò la logica mafiosa e che non ebbe paura di mettersi contro Cosa Nostra. «Siamo molto legati alla frase di don Milani secondo cui “l’obbedienza non è più una virtù” – riflette ancora don Mapelli -. Per questo cerchiamo di portare avanti progetti che possano liberare i ragazzi e aiutarli a costruire percorsi virtuosi».

Durante la visita dell’Arcivescovo i ragazzi arriveranno in marcia e ci sarà un momento di riflessione curato dalla parrocchia di Cisliano. «Per noi sarà un’occasione di dimostrare cosa abbiamo fatto qui», conclude don Mapelli.

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