Ciclo di quattro incontri organizzato da Fondazione Culturale Ambrosianeum e Fondazione Matarelli

sanità

Il progresso scientifico e tecnologico in medicina avanza inesorabilmente a grandi passi, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: vita media più lunga, possibilità di identificare i geni che distinguono i soggetti tra loro, tumori curabili, prevenzione delle sofferenze dei disabili. Su questi stessi fronti la scienza solleva però importanti quesiti di ordine antropologico, etico e culturale. Quando il primato è lasciato solo alla tecnica, infatti, il rischio è dimenticare i principi di solidarietà e di giustizia.

Vecchiaia, indagini sul Dna, cancro e disabilità non sono eventi esclusivamente biologici, e non possono essere banalizzati dalle nuove tecnologie mediche. «La speranza è che dalla scienza scaturisca la sapienza, senza la quale la sopravvivenza equivarrebbe a una condanna all’inferno» (Civiltà Cattolica 2014, p.610).

Su questi temi Fondazione Culturale Ambrosianeum e Fondazione Matarelli organizzano un ciclo di quattro incontri che si terranno presso la sede dell’Ambrosianeum (via delle Ore 3, Milano). Ecco il programma:

Mercoledì 20 gennaio, ore 17.30: “Come invecchiare nel xxi secolo (la forza di resistere e la gioia di arrendersi)”, con Dario Cova, Primario Emerito Onco-Geriatra, Storico della Medicina (“Uno sguardo nel mondo antico”), Pier Mannuccio Mannucci, Direttore Scientifico Fondazione IRCCS Ospedale Policlinico di Milano (“La polifarmacoterapia”), Riccardo Castoldi, Responsabile Day Hospital Istituto Geriatrico Redaelli di Milano (“Prendersi cura dell’anziano con declino cognitivo”) e Dario Cornati, Docente di Antropologia e Teologia fondamentale presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (“Come può un uomo nascere quando è vecchio?” Gv.3,4).
La ricerca gerontologica propone diversi metodi contro il fatalismo che circonda l’idea del processo di invecchiamento. Per un anziano, però, la salute non è solo assenza di malattia, è soprattutto capacità di autogestirsi e di mantenere le relazioni umane: «La morte non arriva con la vecchiaia, ma con la solitudine».

Mercoledì 10 febbraio, ore 17.30: “La prova del Dna nel processo penale (tra dubbi e certezze)”, con Giuseppe Testa, Professore Ordinario di Biologia Molecolare, Dipartimento di Scienze della Salute, Università di Milano, Deputy Director, Research Unit on Biomedical Humanities, Ieo (“Struttura e funzioni dei Dna, nucleare e mitocondriale”), Roberto Giuffrida, Direttore Tecnico Capo Biologo della Polizia di Stato Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per la Lombardia – Milano (“Banca dati del Dna: entrata in vigore. Riflessi investigativi”), Andrea Piccinini, Professore Associato di Medicina Legale e Responsabile del Laboratorio di Genetica Forense, Istituto di Medicina Legale, Università di Milano (“L’analisi dei Dna in genetica forense”), Alessio Lanzi, Professore Ordinario di Diritto Penale, Università di Milano Bicocca Avvocato del Foro di Milano (“La questione del Dna nell’ambito del tema della prova scientifica nel processo penale”).
Le aspettative della nuova “medicina di precisione” che identifica nel Dna i geni caratterizzanti i singoli individui vanno valutate con cautela. Si tratta di tecnologie di grande interesse per la comprensione e la cura delle malattie, ma anche fonte di interrogativi etici. E il problema è ancora più complesso quando si ricollega un certo Dna a un individuo imputato per responsabilità penali.

Mercoledì 16 marzo, ore 17.30: “La persona con disturbi dello spettro autistico (Interventi multidimensionali per rompere l’isolamento)”, con Lucio Moderato, Direttore Servizi per l’Autismo, Fondazione Istituto Sacra Famiglia, Milano (“Aspetti clinici e nuove prospettive di recupero funzionale”), Maia Teresa Bonati, Responsabile Ambulatorio Genetica Clinica, Istituto Auxologico Italiano, Milano (“Il punto di vista del genetista clinico”), Fabrizia Bugini, Fondatrice e Consigliere Gruppo Asperger Onlus, Presidente Cooperativa Lem, Milano (“Giovani con sindrome di Asperger: il ruolo della famiglia”), Raffaella Faggioli, Officina Psicoeducativa Milano/Vercelli, Università Campus Bio Medico Centro M. Luce, Milano (“Le problematiche dell’adulto con funzionamento autistico”).
Nell’autismo l’abilità di comunicazione e socializzazione è compromessa. Sono quindi indispensabili misure di solidarietà e una rete di servizi per rompere l’isolamento che grava sui malati e sulle loro famiglie.

Mercoledì 20 aprile, ore 17.30: “Vivere con il cancro (questioni etiche nel rapporto medico paziente)”, con Claudio Verusio, Direttore Dipartimento Oncologico AO Busto Arsizio, Responsabile Struttura Complessa di Oncologia medica PO Saronno (“Oncologia e valori umani”), Andrea Biondi, Professore Ordinario Clinica Pediatrica, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Direttore del Laboratorio di Terapia Cellulare e Genica “S. Verri”, Ospedale San Gerardo di Monza (“Cancro del bambino e dell’adolescente: lo sguardo dei protagonisti e dei genitori”), Sylvie Menard, già Direttore del Dipartimento di Oncologia Sperimentale, Istituto Nazionale dei Tumori, Milano (“La mia storia di oncologa malata di cancro”), Paola Toeschi Battaglia, Attrice pubblicitaria (“Più forte del male: con la fede ho vinto il tumore”).

Un’altra fragilità coinvolge i malati di cancro, oggi curabili e anche guaribili. Ma cura non è mera esecuzione di procedure tecnico-terapeutiche: per essere efficace necessita di una valutazione olistica del malato, in modo da non ridurlo a un puro “portatore di un malanno”, e prescindendo completamente dal suo essere persona.

Info: tel. 02.8646405; info@ambrosianeum.org; www.ambrosianeum.org

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