Quando la lezione sul consumo responsabile arriva dai più piccoli: «Vogliamo dire ai grandi alcune cose a cui teniamo molto»

di Gemma DELL’ACQUA

Expo Children Park

«Noi bambine e bambini della Terra abbiamo deciso di leggere e firmare questo documento che si chiama La Carta di Milano dei bambini, perché sappiamo che c’è un problema molto grande da risolvere. Il Pianeta ci dona il cibo per farci crescere, ma stiamo diventando sempre di più e forse non ce ne sarà abbastanza per tutti».

Sono le prime righe della versione junior della Carta di Milano, già firmata da migliaia di bambini su piccoli Ipad posizionati a loro altezza sulle pareti dell’ultimo piano di Palazzo Italia a Expo. Osservarli mentre seguono con un’attenzione totale e assoluta il percorso espositivo dedicato a loro sul tema “Nutrire il pianeta” per poi mettersi in fila e aspettare il proprio turno per firmare è proprio bello. Soprattutto per quegli adulti a volte dimentichi del ruolo determinante dei bambini, che invece dedicano proprio a noi “distratti” questo paragrafo della Carta intitolato «Vogliamo dire ai grandi alcune cose a cui teniamo molto»:
● noi siamo i custodi della Terra e la Terra custodisce noi. Dobbiamo proteggerla, così lei proteggerà noi;
● noi possiamo dare da mangiare a tutti, anche ai bambini che nasceranno in futuro, senza far morire i doni della Terra, ma facendo in modo che ne crescano sempre di nuovi;
● il lavoro dei contadini, degli allevatori e dei pescatori è importante per tutti noi. Ci sono tanti modi diversi di fare questi lavori: alcuni sono uguali da molto tempo, fanno parte della storia anche dei nostri nonni, altri sono nuovi e per farli si usa la tecnologia, ma vanno comunque svolti rispettando la natura e gli animali;
● noi pensiamo sia giusto rispettare queste differenze per questo con questa Carta noi, assieme ai grandi, ai sindaci, ai presidenti, alle aziende e alle industrie, vogliamo che nel mondo tutti possano avere cibo sano e buono nel rispetto della natura.

Vedere seduti a terra bambini e ragazzi, dai 5 agli 11 anni, ascoltare la storia del cibo interrompendo la voce narrante con curiosità pertinenti, sorprendenti e inaspettate, è sicuramente una nota di speranza. Non solo. Per il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina la Carta dei bambini è «forse la più bella eredità di questa Esposizione universale, in linea con quel percorso di consapevolezza e di cittadinanza che conferma la potenza educativa di Expo». Già da ora, infatti, è utilizzata in questi mesi estivi nei centri ricreativi, negli oratori e nei campeggi; mentre da settembre diverrà uno strumento di lavoro per tutte le scuole. I cuccioli d’uomo, con i loro sorrisi mentre firmano la Carta di Milano versione junior, spengono ogni polemica e ridonano alle cose il giusto peso e la giusta misura.

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