Un inderogabile impegno della Hansgrohe ha costretto il campione slovacco a volare a Monaco di Baviera. Il suo manager Giovanni Lombardi ha ritirato il Premio e ha recapitato al Museo del Ghisallo, sede della cerimonia, la maglia ciclamino appena conquistata al Giro. Straripante Dino Zandegù, Cuore d’argento

Nella più degna cornice, il Museo del Ghisallo parato a festa, la consegna del premio Torriani, “Per chi ama il ciclismo e lo fa vivere”, edizione numero 23, ha vissuto un inatteso colpo di scena: l’assenza di Peter Sagan, che non ha potuto affiancare gli altri due premiati, il grande intrattenitore Linus e il giornalista Pier Augusto Stagi. Un improvviso impegno dettato dalla sua squadra, la Hansgrohe, ha costretto il campione slovacco, a poche ore dalla conclusione del Giro, a volare a Monaco di Baviera. Sagan ha inviato un breve video di saluto e ha delegato il suo manager, l’ex-olimpionico Giovanni Lombardi, a ritirare il Premio e a recapitare a suo nome al presidente del Museo Antonio Molteni la maglia ciclamino appena conquistata a Milano.

A venticinque anni dalla scomparsa dell’ultimo patròn del Giro, il Premio Torriani – una statuetta in bronzo raffigurante un corridore stilizzato, realizzata dallo scultore Domenico Greco – ha visto la partecipazione emozionata dei premiati Linus e Stagi, oltre alla simpatia di Dino Zandegù che ha ricevuto il “Cuore d’argento”, premio indetto dalla famiglia De Martino. Zandegù non ha mancato di deliziare i presenti con i suoi aneddoti e ha cantato una canzoncina di sua composizione dedicata a Egan Bernal, fresco vincitore del Giro.

La cerimonia, a cui hanno partecipato anche il neo presidente della Federciclismo Cordiano Dagnoni e il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi, è stata condotta dal vicedirettore de La Gazzetta dello Sport Pier Bergonzi, che si è avvalso di filmati e aneddoti per accompagnare la chiacchierata con i premiati. Simpatiche le parole di Linus, che ha scoperto il ciclismo «in età matura, in alternanza all’adorata corsa a piedi», e dello stesso Pier Augusto Stagi, che ha festeggiato trent’anni tra ciclismo pedalato (sette anni nelle categorie minori) e raccontato da direttore di Tuttobici, Tuttobiciweb e grande firma de Il Giornale.

L’evento è andato in scena anche in streaming per consentire di ovviare al ridotto numero di invitati, in ossequio alle norme antipandemia.

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