Un servizio già operativo a Roma e tra pochi giorni anche a Milano e Brescia, pronto a dare consigli e indicazioni agli universitari per l’assistenza in caso di problemi fisiche e psicologiche

Università Cattolica

Sei uno studente universitario fuorisede e ti senti spaesato nella nuova città, lontano da casa e dagli amici di sempre? Oppure vuoi cercare di risolvere quei disturbi alimentari che ti assillano da anni o ancora ricevere informazioni sulla corretta alimentazione da seguire e sugli stili di vita sani da adottare negli anni dell’università e in quelli a venire? Per queste e altre esigenze apre lo “Sportello Salute Giovani”, grazie all’iniziativa di esperti del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”  di Roma e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Per ora il Progetto, nato da un accordo tra l’Istituto Superiore di Sanità e la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, «verrà realizzato – spiega il preside di Medicina, professor Rocco Bellantone – in tre sedi dell’Università Cattolica (Roma, Milano e Brescia)». L’ubicazione a Milano è: Servizio di Counselling, largo Gemelli 1, presso edificio Dominicanum, I piano: mercoledì 9-13 e 14-18; giovedì 13.30-17.30; venerdì su appuntamento 9-13 (contattare Monica Accordini al 328.4177099). «Osservando l’attività nell’arco di un anno – anticipa il professor Bellantone – potremo valutare l’opportunità di dare seguito al progetto ed, eventualmente, in base alle esigenze che emergeranno, prendere in esame la possibilità di aumentare il numero degli sportelli e di renderli strutture permanenti».

Il Progetto si propone una triplice finalità: 1. fornire un servizio di prima consulenza sulla prevenzione dei comportamenti a rischio; 2. indirizzare i giovani, in caso di bisogno, presso strutture sanitarie per la diagnosi e la cura di eventuali patologie; 3. raccogliere informazioni sui comportamenti a rischio dei giovani. In particolar modo, oltre allo stato di salute generale (fisica e mentale), saranno oggetto di interesse i comportamenti correlati con la salute (alimentazione, attività fisica, abitudini voluttuarie ed eventuale uso di sostanze d’abuso, comportamenti sessuali, salute e benessere individuale percepiti). La raccolta di questi dati, nel rispetto dell’anonimato degli studenti, avverrà attraverso un questionario messo a punto nell’ambito di questo progetto.

D’altra parte, è proprio in età giovanile che si manifestano con maggiore frequenza situazioni di disagio, conflittualità e frustrazioni che possono favorire l’insorgere di comportamenti a rischio, che possono arrecare danno alla vita e alla salute dei ragazzi. Il periodo degli studi universitari – spiega la professoressa Maria Luisa Di Pietro, docente di Bioetica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica – può essere molto delicato, anche perché la maggior parte dei giovani lascia il contesto di appartenenza per intraprendere una nuova esperienza spesso lontano da quella rete di relazioni interpersonali in cui si è sempre vissuto.

“Sportello Salute Giovani” apre agli studenti in modo semplice: «La via che abbiamo scelto è in primo luogo quella di informare gli studenti dell’esistenza di questa realtà, a Roma attiva da circa un mese, pensata appositamente per loro – prosegue Di Pietro -. Si tratta, infatti, di una opportunità per tutti coloro che sentono l’esigenza di ricevere un consiglio o di avere semplicemente un confronto o un chiarimento, relativamente a problematiche che riguardano la salute o gli stili di vita. Le situazioni di disagio fra i giovani sono molto più comuni di quel che pensiamo e, spesso, gli stessi giovani non sanno a chi rivolgersi per avere un aiuto o una indicazione».

Vi saranno vari momenti per richiamare l’attenzione sull’attività dello Sportello. Una prima occasione è stata la giornata di accoglienza delle matricole presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica; durante l’anno accademico sono, infatti, previsti incontri pubblici con la partecipazione di testimonial vicini al mondo dei giovani, che possano aiutare a trasmettere valori positivi in relazione alla promozione della salute e alla prevenzione dei comportamenti a rischio.

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