Asta benefica di capi d’abbigliamento raccolti dalla Caritas e “rigenerati” nell’ambito di un corso di riqualificazione professionale. Il ricavato servirà a sostenere il laboratorio Taivè

Ricomincio da Capo

Un vecchio paio di pantaloni trasformato in abito da sera e una minigonna rivisitata e tornata a nuova vita come pochette fanno parte delle 5 collezioni coordinate realizzate dalle lavoratrici in cassa integrazione con gli abiti donati da Caritas Ambrosiana. Ora la loro creatività e inventiva si tradurranno in solidarietà a favore di altre donne che vivono una condizione difficile. Con il ricavato della vendita dei capi di abbigliamento e accessori “rigenerati” sarà infatti sostenuto un progetto di reinserimento sociale a favore di donne rom.

Il corso di formazione professionale – realizzato, in accordo con parti sociali e istituzioni, dalla società Metodi – Asscom e Aleph srl per le dipendenti del sito produttivo di Corsico dell’azienda tessile Hitman (ex-gruppo Nino Cerruti) – ha proposto alle 54 operaie un percorso specifico, centrato sull’acquisizione di competenze sartoriali. Attraverso il riciclo degli abiti usati raccolti dalla cooperativa Vesti Solidale (che ha sostenuto il progetto con la donazione di circa 200 kg di materiale) le lavoratrici, divise in 5 gruppi, hanno ideato e prodotto oltre 150 capi d’abbigliamento e accessori “rigenerati”.

Nei laboratori sartoriali condotti dai docenti Alessandra Impalli, Bartolomeo Romito, Paola Della Pergola, Marina Spadafora e Giorgio Galli hanno imparato a progettare e realizzare una collezione coordinata per donna, seguendo tutto il processo creativo e produttivo, dall’ideazione del mood board al prodotto finito. Un percorso di riqualificazione significativo, per chi – come le dipendenti Hitman – proviene da un’esperienza lavorativa assai parcellizzata e “tayloristica” e che, attraverso il restyling, ha portato alla creazione di capi unici. Nascono così le loro proposte autunno/inverno dall’ispirazione originale, sognante e ironica: “Diario d’autunno”, “La dolce vita”, “Una notte in crociera”, “Il mare d’inverno”, “Masculin Lady”. Al progetto hanno contribuito anche le 7 impiegate utenti del corso, che hanno sviluppato con le loro colleghe gli aspetti commerciali – guidate da Enza Di Lillo, Paolo Tua, Andrea Medici – ed espositivi – con Rino Di Terlizzi – partecipando, inoltre, all’ideazione dell’iniziativa finale – area marketing/promozione curata da Silvia Marastoni.

L’approccio al lavoro socialmente utile e all’eco-sostenibiltà (altri ingredienti del corso di riqualificazione professionale di Metodi), si sono poi coniugati con l’inserimento sociale di soggetti svantaggiati, obiettivo della cooperativa Vesti Solidale e del laboratorio Taivè. Le stesse lavoratrici hanno deciso di aiutare altre donne in difficoltà, donando a Caritas Ambrosiana il frutto del loro lavoro.

Gli abiti “rigenerati” donati dalle sarte Hitman saranno quindi venduti sabato 17 dicembre dalle 10.30 alle 18.30 nel salone monsignor Bicchierai di Caritas Ambrosiana (via San Bernardino 4, Milano), trasformato per l’occasione in un solidarity temporary shop. Nello stesso luogo, dalle 16.30 alle 18.30, sarà battuta anche un’asta benefica. La vendita proseguirà poi domenica 18 dicembre, dalle 10 alle 18, negli spazi di Made in Mage (incubatore della moda e del design sostenibile che promuove realtà artigianali e creative), agli Ex Magazzini Generali Falck, in viale Italia 548 a Sesto San Giovanni.

“Ricomincio da Capo” è una vendita-asta di beneficenza voluta da Caritas Ambrosiana: un “circuito virtuoso” che, reintroducendo nel mercato abiti scartati, destinati altrimenti a diventare rifiuti, crea nuove e inedite relazioni tra lavoratrici a rischio di espulsione dal mercato del lavoro e donne emarginate per la loro origine etnica, in un percorso che mira a ricostruire lavoro e diritti. Il ricavato della vendita servirà infatti a sostenere l’attività del laboratorio sartoriale Taivè, realizzato da Caritas Ambrosiana allo scopo di avviare al lavoro donne rom. Nel laboratorio, in via Wild 27b (angolo via Carpi), nel quartiere di Lambrate, sono impiegate 8 donne rom che, anche grazie a questa opportunità, hanno potuto lasciare i campi di via Novara e Triboniano e iniziare con le loro famiglie un percorso d’inserimento sociale. Le loro attività è coordinata da due operatrici, Anna Cavallari e Matilde Bornati, ed è sostenuta da un gruppo di 10 volontari. “Ricomincio da Capo” è anche un esempio di cosa può fare la solidarietà femminile quando entra in circolo.

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