Una delegazione milanese a settembre parteciperà alle celebrazioni più importanti nel Duomo di Colonia. E l’invito al Sindaco Sala a gettare le basi per un gemellaggio con la cittadina tedesca

di Paola BUSTO
Associazione Amici dei Magi di Sant’Eustorgio

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foto Andrea Cherchi

Torna la sfilata dei Magi più antica e partecipata di Milano. Una tradizione lunga secoli (risale al 1336) e che ogni anno rivive grazie all’Associazione Amici dei Magi di Sant’Eustorgio. Il 6 gennaio, come tradizione, il Corteo attraverserà il cuore della città partendo da piazza Duomo fino alla Basilica di Sant’Eustorgio. Saranno presenti autorità civili, rappresentanti della Giunta e del Consiglio Comunale, del Consiglio Regionale, oltre a gruppi folkloristici che accompagneranno la sfilata.

Il corteo dell’Epifania aprirà un anno importante per l’Associazione Amici dei Magi e per Milano. Dopo oltre 850 anni, si registrano infatti prove di avvicinamento tra Milano e Colonia. L’annoso contenzioso dal valore politico-religioso e culturale legato alla traslazione delle reliquie dei Re Magi da parte di Federico Barbarossa dalla città di Milano al Duomo tedesco di Colonia sembra infatti avviato a una cauta conclusione.

Una visita lampo del Decano del Duomo di Colonia, monsignor Robert Kleine, nel mese di novembre a Milano. Scambi di carteggi e ringraziamenti per l’ospitalità, l’invito rivolto dalla delegazione tedesca a una rappresentanza milanese a presenziare il 27 settembre 2020 a Colonia durante le celebrazioni in memoria della traslazione. Sono le prime tappe dell’agenda della “diplomazia milanese” dell’Associazione Amici dei Magi di Sant’Eustorgio, intenzionata a tessere relazioni e a voltare pagina su quella che la città di Milano ha sempre vissuto come una sofferenza.

Le reliquie

«Non si tratta certo di ripristinare solo un simbolo religioso – spiega l’Associazione -. La traslazione da parte dell’Imperatore Federico Barbarossa nella cattedrale di Colonia avevano il chiaro intento politico-culturale di rafforzare la corona imperiale, il suo potere sull’Italia. Milano l’ha sempre vissuta nei secoli come una frattura che ora vorremmo recuperare in un clima di familiarità e fraternità. Con l’arrivo di monsignor Robert Kleine in Basilica abbiamo dato il via a un “cantiere” che porterà a eventi condivisi e a un percorso comune. E visto il grande attaccamento dei Milanesi a Sant’Eustorgio ci sentiamo di lanciare un invito al Sindaco Beppe Sala: perché non cogliere l’occasione per gettare le basi per un gemellaggio con la città di Colonia?».

La tradizione

La leggenda narra che i Re Magi, dopo la morte di Gesùm sentirono il bisogno di tornare a Gerusalemme. Qui affrontarono il martirio e furono seppelliti in un’unica tomba. Le loro spoglie furono ritrovate da Elena, la madre dell’imperatore Costantino I Il Grande, capo dell’Impero Romano d’Oriente, che le trasferì da Gerusalemme a Costantinopoli, collocandole e custodendole nella chiesa di Santa Sofia.

Eustorgio, eletto vescovo nel 343 quando era governatore della città, in visita a Costantinopoli per rendere onore all’imperatore, fu omaggiato da Costantino delle reliquie dei Magi. Caricato il pesantissimo sarcofago di marmo su un carro trainato da buoi, fece di ritorno a Milano: giunto a Porta Ticinese, per il peso del sarcofago, il carro sprofondò nel fango. Eustorgio lo riconobbe con un segno di Dio: è così che scelse quel punto esatto per la costruzione della prima Basilica.

La storia

La traslazione delle reliquie dei Re Magi appartiene alla storia della città. Dopo un assedio durato due anni, Milano fu costretta alla resa. L’Imperatore Federico I Barbarossa, rase al suolo la città e, diede ordine al consigliere e arcivescovo di Colonia Rinaldo Von Dassel di impadronirsi delle reliquie dei Magi e trasferirle lì dove, per custodirle e onorarle, fu costruito un Duomo, maestoso monumento di arte gotica. L’asportazione delle reliquie aveva una forte valenza politica-religiosa: con questo gesto si intendeva impedire la rinascita di Milano, che poteva avvenire solo sotto la protezione dei corpi santi.

Secondo il cronista milanese Sire Raul, autore delle Gesta Frederici Imperatoris in Italia, il vescovo di Colonia, al seguito dell’imperatore, portò via i corpi dei SS. Nabore e Felice e altri tre corpi che erano nella chiesa de beato Eustorgio e che erano ritenuti essere quelli dei Magi (da L’antica Cappella dei Magi in Sant’Eustorgio. Ricerche d’archivio e scavo archeologico di Vittoria Castoldi, Stefano Cervo, Diego Veneziano).

Nonostante diversi tentativi di riportare le reliquie a Milano da Ludovico il Moro a Federico Borromeo, solo nel 1904, il cardinal Ferrari, arcivescovo di Milano, ottenne una parziale restituzione delle reliquie, ora conservate in un’urna posta sopra l’altare dedicato ai Magi all’interno della Basilica di Sant’Eustorgio.

 

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