A un anno dal diploma uno su tre non lavora e solo il 12% lavora a tempo indeterminato: «In crisi il modello virtuoso secondo cui l’istruzione favorisce più occupabilità, più alta remunerazione e maggiori profitti per le imprese»

di Cristina CONTI

Professionisti

I neolaureati lombardi riescono a trovare lavoro, ma si devono adattare. A dirlo i risultati della ricerca Specula Lombardia, realizzata da Formaper, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano, e promossa dalla Regione, dalle Università, dalla Provincia di Milano e dalle altre Camere di Commercio lombarde.

Cinque mesi il tempo medio necessario per trovare un’occupazione per chi ha appena terminato gli studi accademici, ma a un ingegnere basta la metà di quanto occorre invece a uno psicologo o a un filosofo. A un anno dalla laurea solo il 12% ha un lavoro a tempo indeterminato, una tipologia di contratto in calo, e circa uno su tre non lavora. «È paradossale che il segmento della forza lavoro più vitale per il futuro incontri difficoltà crescenti a entrare adeguatamente nel mercato del lavoro – commenta Umberto Bellini, presidente di Formaper -. Sta saltando il modello virtuoso secondo cui l’istruzione favorisce maggiore occupabilità, più alta remunerazione e quindi maggiori profitti per le imprese. Non a caso si parla di trappola. Una trappola da cui si può uscire solo tornando a investire sulle competenze, a retribuirle in maniera adeguata. A iniziare dai giovani».

Sono invece più di 33 mila i neolaureati che hanno trovato lavoro lo scorso anno, con un calo del 5% rispetto all’anno precedente. I disoccupati diminuiscono del 2% grazie alla flessibilità, tra lavoretti, occupazioni senza contratto e fughe oltre confine. A due anni dalla laurea, oltre il 40% ha sperimentato diverse attività e contratti. E non mancano quanti decidono di mettersi in proprio.

I settori più forti per le assunzioni sono manifattura, grazie soprattutto alla meccanica e all’elettronica che registrano un +4,5%, e l’alimentare, con un aumento dell’11,4%. Mentre è calata la domanda di laureati da parte del settore pubblico, che registra un –13% (tra istruzione, sanità, università), e dei servizi alle imprese, con un -5,7%, di cui il solo comparto bancario e assicurativo ha visto una diminuzione del 23,9%.

Aumentano poi i laureati che diventano imprenditori. Tra quanti hanno conseguito il titolo nel 2008 quasi il 30% ha scelto di mettersi in proprio tra il 2010 e il 2011, provenendo per lo più da una situazione di lavoro stabile.

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