La direttrice Nadia Righi le ha guidate alla scoperta della «Adorazione dei Pastori» del Perugino. Nelle prossime settimane toccherà ad alcune rifugiate ospiti dei centri d’accoglienza gestiti dalla Caritas

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Una pausa-pranzo all’insegna della bellezza per cinque detenute del carcere di San Vittore. È quello che è accaduto mercoledì 13 dicembre grazie alla collaborazione tra il Museo Diocesano e Caritas Ambrosiana. Le donne che stanno scontando la pena nella Casa circondariale “Francesco Di Cataldo”, reparto femminile del penitenziario milanese di San Vittore, hanno trascorso la loro pausa-pranzo visitando il Museo diocesano.

La direttrice del Museo Nadia Righi le ha guidate in particolare alla scoperta del capolavoro del Perugino L’Adorazione dei Pastori, esposto al Museo fino al 28 gennaio. Spiega: «Probabilmente complici il clima natalizio, il soggetto dell’opera (una Natività) e il fatto che fossero un piccolo gruppo di donne, è nata una conversazione molto intima sulla fede e la maternità. Il principe Myškin, nell’Idiota di Fedor Dostoevskij, diceva che la Bellezza salverà il mondo. Forse non aveva tutti i torti…».

Visto il successo di questa prima visita-pilota, il Museo e la Caritas stanno pensando di riproporla non solo alle donne detenute, ma in futuro anche ad altre persone in condizioni difficili.

Entro gennaio, prima che la Pala del Perugino torni alla Galleria Nazionale dell’Umbria da dove proviene, verranno a vederla alcune donne rifugiate ospiti dei centri di accoglienza gestiti dalle cooperative della Caritas Ambrosiana.

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