Una Via Crucis partecipatissima a Guanzate, guidata dall'Arcivescovo, in occasione dei duecento anni di vita delle cappelle lungo il viale che conduce al santuario della Beata Vergine, conosciuto anche come il santuario della Madonna del Latte. Per l'occasione è stata allestita una mostra fotografica dal titolo “Vie_contemplazioni” a cura di Giovanni Chiaramonte

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Servizio fotografico a cura di Fotolife di Alberto Frigerio , Villa Guardia

Sabato 16 marzo mons. Mario Delpini ha onorato Guanzate con la Sua visita in occasione dell’apertura dei festeggiamenti per il bicentenario dell’edificazione delle Cappelle del viale della Via Crucis che conduce al Santuario Mariano della Madonna di San Lorenzo, più conosciuta come «Madonna del Latte».
Un bagno di folla per mons Delpini, accolto con tanto calore dai numerossimi fedeli presenti. Un affetto che l’Arcivescovo ha saputo ricambiare distribuendo sorrisi e parole gentili a tutti coloro che con il parroco, don Alessio Bianchi, il decano, don Giuseppe Conti e le autorità civili di Guanzate e Bulgarograsso le cui parrocchie sono unite nella Comunità Pastorale San Benedetto, lo hanno accolto all’inizio del viale per la solenne Via Crucis che è terminata sul sagrato del Santuario dove l’Arcivescovo ha esortato i fedeli a seguire sempre Gesù, faro della vita di ogni credente.
Mons. Delpini ha invitato i fedeli della Comunità Pastorale San Benedetto a percorrere spesso la Via Crucis sul viale: «Tornate qui da soli o con le persone che amate, di giorno e di sera, percorrete la Via Crucis in silenzio, fermandovi e riflettendo», allargando l’invito a percorrere anche l’altro lato del viale, opposto a quello delle cappelle, dove in occasione del bicentenario è stata allestita una interessantissima mostra fotografica di Giovanni Chiaramonte dal significativo titolo “Vie_Contemplazioni”, un altro strumento di riflessione offerto ai pellegrini mediante le stupende immagini che il grande fotografo ha scelto tra quelle della sua raccolta “Jerusalem, le figure della promessa”. Le fotografie della Terra Santa rinnovano il nostro immaginario di fede e diventano un invito a ripercorrere con uno sguardo nuovo tutto il cammino di preghiera della Via Crucis.
L’Arcivescovo ha poi impartito la benedizione solenne con la reliquia della Sacra Spina, solitamente custodita presso la Chiesa di Santa Maria Assunta in Turro di Milano, che sarà presente presso il Santuario di Guanzate fino alla fine di maggio.
I fedeli presenti dopo aver pregato con l’Arcivescovo hanno ricevuto l’indulgenza plenaria, concessa dalla Penitenzieria Apostolica in via eccezionale per tutto il periodo dei festeggiamenti dal 16 marzo al 31 maggio a tutti coloro che, secondo condizioni percorreranno la via dolorosa e si recheranno in preghiera presso il Santuario.
Al temine della toccante e molto partecipata cerimonia, l’Arcivescovo si è recato all’altare della Madonna del Latte sostando in preghiera e accendendo un cero davanti al prezioso affresco del 1497, mantenendo la tradizione degli arcivescovi ambrosiani che l’hanno preceduto e nel corso dei secoli hanno visitato il tempio mariano, da San Carlo Borromeo, il Beato Ildefonso Schuster, San Paolo VI, i cardinali Martini, Tettamanzi fino al cardinale Scola.

«Vie_contemplazioni»: la mostra di Giovanni Chiaramonte

Il Viale che conduce al Santuario della Beata Vergine di San Lorenzo a Guanzate, in occasione del Bicentenario dell’edificazione delle cappelle della Via Crucis (1819-2019), ospita e custodisce una preziosa e singolare occasione culturale offerta dall’installazione della mostra fotografica di Giovanni Chiaramonte dall’evocativo titolo “VIE_CONTEMPLAZIONI”. Due sentieri portano al Santuario della Madonna del latte, la Vergine che nutre Cristo e la Chiesa con il sì della sua obbedienza: la via che ripercorre le stazioni del processo e della morte in croce di nostro Signore nella pittura e nella liturgia della tradizione ambrosiana e la via del nostro tempo che, nel Signore risorto, è contemporaneo alle stazioni della redenzione. Le fotografie della Terra Santa rinnovano il nostro immaginario di fede e diventano un invito a ripercorrere con uno sguardo nuovo tutto il cammino di preghiera della Via Crucis. L’immagine di Chiaramonte ha come tema principale il rapporto tra luogo e destino nella civiltà occidentale. Già fin dalle prime ricerche del 1980 sul paesaggio italiano, l’opera di Chiaramonte si manifesta come una personale sequenza di immagini nella quale le fotografie, pur singolarmente significative, acquistano appieno solo nel loro insieme una straordinaria forza narrativa. La mostra consiste in 25 immagini scelte dalla raccolta “Jerusalem, le figure della promessa”. Chiaramonte riprende Gerusalemme con una macchina sempre su cavalletto, con pellicola a colori; caratteristica della sua fotografia è l’uso del formato quadrato, derivato dal negativo 6×6 al quale l’artista attribuisce un valore simbolico di equilibrio e armonia di rapporto fra terra e cielo, in cui tutti gli elementi trovano la loro collocazione nella prospettiva della giustizia. Nel ciclo di scatti dedicati a Gerusalemme, si evidenzia la specificità dello sguardo dell’artista nella scelta paziente dell’immagine, che evita l’ovvio, il banale, il luogo comune turistico, nell’attesa che la scena si componga spontaneamente, come un piano-sequenza che gli osservatori devono ricostruire nel loro sguardo interiore. Un pieghevole con le 25 immagini della mostra, un breve commento e uno spunto di riflessione personale è a disposizione di tutti coloro che vorranno percorrere e gustare pienamente il percorso, seguendo l’invito che l’Arcivescovo Mons. Mario Delpini ha rivolto a tutti i presenti durante l’omelia a conclusione della solenne Via Crucis da lui presieduta sabato 16 marzo: “ripercorri questa via, il Signore ti dice: la tua vita è benedetta”.

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