Presentato in Questura a Milano il volume di Luisa Bove sull’agente scelto che ha perso una gamba in un incidente, poi riammesso in Polizia, oggi si allena per le paralimpiadi. A BookCity domenica 17 novembre alle 10

varacalli

Presentato ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa in Questura a Milano, il libro di Luisa Bove dal titolo “Bruno Varacalli un poliziotto sempre in pista” (Ipl, 200 pagine, 18 euro). Una storia, quella dell’agente di Polizia, divenuta esemplare. È lui a raccontare in prima persona la sua storia di «coraggio e resilienza». Dopo l’incidente in moto sull’autostrada Milano-Venezia il 5 settembre 2017, «in cui ho rischiato di morire dissanguato», è stato soccorso e ricoverato all’ospedale di Brescia. Bruno, che viaggiava a 110 chilometri orari non ha potuto schivare la ruota che un tir aveva perso, ma cadendo illeso è stato poi investito da un secondo mezzo pesante che sopraggiungeva in quel momento.
Oltre alla tempestività degli interventi, «mi ha salvato l’equipaggiamento tecnico», ha spiegato Varacalli, che ora va anche nelle scuole a raccomandare prudenza sulle strade quando inforcano i loro motorini. LA mattina dopo l’incidente, uscito dal coma farmacologico, l’agente scelto ha ricevuto la telefonata di Franco Gabrielli che lo rassicurava che non avrebbe perso la sua divisa.
«Bruno è un agente molto capace, competente che ha sempre voglia di imparare», dice Anna Laruccia, vice questore al commissariato Sempione, che negli anni lo ha avuto tra i suoi uomini. «In questi anni si è posto diversi obiettivi e li ha raggiunti tutti». Ha ripreso a camminare con la protesi bionica e anche ad allenarsi in vista delle Paralimpiadi, si è laureato in scienze motorie, è andato a vivere con la sua compagna Jessica Cavarra (anche lei poliziotta) e da pochi giorni è diventato papà. Di «resilienza, coraggio e determinazione», parla anche Luisa Bove, che ha ricordato i primi anni nell’esercito di Varacalli che lo hanno forgiato e reso forte. Non si è mai scoraggiato neppure in ospedale e da subito ha reagito, «incoraggiando e sostenendo lui tutti i parenti, amici e colleghi che andavano a trovarlo».
In settembre Bruno è tornato al lavoro, unico caso in Italia di un poliziotto con la protesi, assumendo un ruolo tecnico alla questura di Milano. Da pochi giorni il questore Bracco lo ha posto all’Ufficio vittime di reato, uno sportello aperto in via sperimentale per aiutare tutte le persone che subiscono un illecito e che chiedono aiuto, in particolare donne e anziani.
Prima dell’incidente Bruno aveva avuto conferma di passare alla squadra mobile, ora spera ancora di continuare a fare carriera in Polizia e di coronare anche questo sogno. Il libro di Ipl sarà presentato nell’ambito di BookCity domenica 17 novembre alle 10 presso la Canottieri Milano (Alzaia Naviglio Grande 160), sarà presente anche il suo coach Marco La Rosa e Giusy Versace, atleta paralimpica, che Bruno ha preso a modello di forza e coraggio. I diritti del volume Varacalli li destinerà al fondo della Polizia per i figli di vittime morte in servizio.

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