Il mercato del lavoro risente ancora della crisi ma sono confortanti i dati
della Camera di Commercio di Monza riferiti al fatturato del trimestre

di Cristina CONTI

artigianato

Migliorano i dati sugli ordini per l’artigianato brianzolo. Il 2012 si è chiuso con un -1,4 per cento, rispetto al -2,5 del trimestre precedente. A dirlo l’Analisi congiunturale trimestrale dell’Artigianato Manifatturiero realizzata dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza con le Associazioni provinciali dell’Artigianato e dei Lavoratori del territorio.

La situazione sembra migliorare leggermente, dunque, ma nel settore c’è ancora sofferenza. La produzione registra un dato tendenziale attorno al -8,3 per cento, -0,7 rispetto al terzo trimestre dello scorso anno. «Il radicamento sul territorio e la consapevolezza della propria storia, ora più che mai, rappresentano per gli artigiani della Brianza gli elementi di forza per riuscire a intravedere un futuro oltre la crisi. I timidi segnali che arrivano dalla produzione dimostrano che, nonostante le difficoltà economiche del momento, chi opera in questo settore è ancora disposto ai sacrifici per rimettere in moto il sistema della produzione», commenta Gianni Barzaghi, membro della Camera di Commercio di Monza e Brianza.

Per quanto riguarda il fatturato, a livello congiunturale si osserva una variazione di -0,7 per cento rispetto al penultimo trimestre 2012, mentre la variazione tendenziale segna -7,1 per cento, stabile rispetto a tre mesi fa. «Il dato sul fatturato in lieve crescita rispetto e le aspettative positive sulla produzione devono rappresentare un nuovo punto di partenza per la ripresa. Con l’aiuto delle istituzione e con sgravi fiscali ai piccoli imprenditori si può rimettere in moto l’intero sistema», dice Walter Mariani, membro della Giunta della Camera di Commercio.

Il mercato del lavoro continua a risentire della crisi: il saldo delle entrate e delle uscite si attesta a -2,3 per cento, cioè la differenza tra un tasso di ingresso dello 0,8 per cento e uno di uscita del 3,2. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è aumentato del 15,6 per cento e la quota di ore di cassaintegrazione rispetto al monte ore lavorate è salita negli ultimi tre mesi dell’anno dall’1,6 per cento al 2,3.

Le aspettative degli artigiani si mantengono in linea con quelle di tre mesi fa sia riguardo alla produzione che all’occupazione. Il 40,2 per cento delle imprese intervistate si aspetta una diminuzione della produzione contro il 17,1 che invece si aspetta un aumento. Mentre il 93,1 per cento pensa che l’occupazione rimanga stabile.

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