L’opera di quotidiana assistenza prestata ai senza dimora nel ricovero che fu di Fratel Ettore

senza dimora

Gli ospiti entrano alla spicciolata. Prendono la chiave alla reception e vanno in camera. Qualcuno ha già depositato i bagagli e, con l’asciugamano sotto braccio, va alle docce. Qualcun altro si ferma ai tavolini nella saletta per una partita a dama, a scacchi, a ramino.

Scene di ordinaria accoglienza che si potrebbero vedere in un qualsiasi albergo. Ma questo non è un albergo come tutti gli altri. Qui, in via Sammartini 114, proprio sotto i binari della stazione centrale di Milano, per anni Fratel Ettore ha accolto i senza tetto della città. Dopo la morte del sacerdote il ricovero era stato chiuso per ragioni di sicurezza. Lo sorso anno finalmente Caritas Ambrosiana è riuscita a trovare i partner disponibili a ristrutturare questo ex deposito ferroviario e a farne un moderno centro di accoglienza che potrebbe essere scambiato per un normalissimo ostello. Una struttura da 64 posto letto, riservata esclusivamente agli uomini.

A quasi 12 mesi dall’inaugurazione il Rifugio Caritas ha dato ospitalità a circa 250 persone. Con storie diverse alle spalle. Storie che non si immaginerebbero. Come quella di Giuseppe, ex portinaio, che a 60 anni ha perso la casa e il lavoro, perché i condomini hanno preferito risparmiare. O come quella di Rosario, 35 anni, giovane immigrato dalla Sicilia in cerca di lavoro nei cantieri per l’Expo.

Gli ospiti rimangono nella struttura in media per qualche settimana. Poi se ne vanno, lasciando il posto ad altri. «Questo è un punto di transito, da qui si passa per ripartire non per fermasi», spiega Desio De Meo, il coordinatore dell’equipe di operatori ed educatori e dei 34 volontari che si danno il turno lungo tutta la settimana: insegnanti, studenti, lavoratori.

Gente arrivata dalle parrocchie dei dintorni e con il passa parola anche da molto più lontano. Tra loro c’è anche uno come Nino, parrucchiere in pensione, che ogni lunedì dopo un giro di briscola, a chi lo chiede, taglia barba e capelli. Il servizio pare sia molto gettonato. Rosaria, invece, è medico, e tra una chiacchiera e l’altra, ogni martedì, non si dimentica mai di visitare qualcuno. Tutto è nato molto spontaneamente. Dalla generosità delle persone. «Di gente così c’è sempre bisogno – osserva De Meo – Chi fosse interessato può contattare lo Sportello Volontariato per un colloquio». Il numero da chiamare è 02.58391386.

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