È in distribuzione il numero 197 del giornale di strada nato vent'anni fa. Oltre all'intervista al Papa, servizi sulla grande mostra dedicata a Jannacci, sul primo progetto di connessione internet dal basso e i contributi di editorialisti come Colaprico e Mura.

Scarp de Tenis papa Francesco 197

«Un credente non può parlare della povertà o dei senzatetto e poi vivere da faraone». Così si esprime il Santo Padre nell’intervista esclusiva ricca di aneddoti e ricordi, rilasciata ai giornali di strada aderenti alla rete Insp (International Network of Street Papers) di cui Scarp de’ tenis fa parte. L’intervista completa è online in forma integrale anche sul sito www.scarpdetenis.it

Un servizio presenta “Gente d’altri tempi. Enzo Jannacci, nuove canzoni a colori”, la nuova grande mostra tributo al maestro organizzata da Scarp de’ tenis, che raccoglie l’omaggio di cinquanta artisti e fumettisti al cantautore milanese. La mostra si terrà al Castello Sforzesco di Milano dal 10 dicembre al 15 gennaio. L’inaugurazione è prevista per il 10 dicembre 2015 alle ore 18.

Scarp ospita il contributo di qualificati editorialisti. Pietro Colaprico ci racconta il declino del “giornalismo dei fatti”. Gianni Mura ci fa scoprire Jim Thorpe, amerindio di talento di inizio del secolo scorso: eroe nazionale che divenne baro.

Via ai nuovi hotspot: all’arrivo di un barcone una task force europea deve identificare e registrare chi sbarca, distinguendo tra chi può avere lo status di rifugiato e chi deve essere rimpatriato. Intanto, però, si moltiplicano le buone pratiche di accoglienza.

Un altro articolo parla delle maestre a tutti gli effetti che lavorano in ospedale a stretto contatto con la malattia e la sofferenza. «Ci troviamo a mediare fra una diagnosi infausta e il dolore».

A Verrua Savoia, piccolo comune del Monferrato il primo progetto di connessione internet dal basso: nato un provider fatto da cittadini che garantisce prezzi bassi.

E poi, altre storie. Come il viaggio da matti a New York di alcuni ospiti di un Cps, cibo più buono con cuochi e il reportage dal Sannio dopo l’alluvione.

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